In quest'ottica si inserisce il progetto H2 Factory, il nuovo stabilimento produttivo della società guidata da Federica Minozzi (nella foto) che sorgerà a Castellarano (in provincia di Reggio Emilia) e che rappresenterà un calzante esempio del ruolo, tra i diversi, che può giocare l’idrogeno nella decarbonizzazione di soggetti energivori. Quello ceramico risulta infatti uno dei settori “hard to abate” (cemento, cartiere, acciaierie, ceramiche appunto), in cui è difficile sostituire i combustibili fossili con l’elettricità, e dunque la molecola potrebbe rappresentare una svolta green. Una strada che si annuncia affascinante, ma non priva di incognite: di certo, H2 Factory è il primo esempio concreto e pronto a partire.
Per il suo funzionamento la H2 Factory si avvarrà di un elettrolizzatore realizzato da Foro Buonaparte, alimentato da energia rinnovabile e da acqua piovana recuperata attraverso vasche di raccolta, per produrre l’idrogeno, che a sua volta verrà utilizzato – in una miscela con il gas naturale – dal forno per la produzione della ceramica. Questo obiettivo Iris Ceramica lo ha già concluso con successo completando una prima fase di preparazione dello stabilimento che ha previsto l’installazione del nuovo forno in grado di funzionare con una miscela di idrogeno e gas naturale e di un sistema di pannelli fotovoltaici a tetto (2 MW che diventeranno oltre 3 nella fase in corso), la realizzazione delle vasche di raccolta dell’acqua piovana e dell’infrastruttura di distribuzione dell’idrogeno all’interno dello stabilimento. L’investimento complessivo per la realizzazione della nuova H2 Factory è pari a 50 milioni.
Si tratta però di una prospettiva di lungo periodo. Con i primi riscontri dei risultati ottenuti da questo impianto, si capirà come e quanto si possono adattare le tecnologie, perché i target di medio periodo sono due: un forno alimentato al 100% idrogeno e arrivare alla carbon neutrality della produzione di lastre in ceramica entro il 2030.
Allargando l’obiettivo per ragionare in ottica di sistema, il progetto ha maggior valore perché realizzato proprio nel distretto ceramico – l’area concentrata tra la Provincia di Modena e quella di Reggio Emilia - che rappresenta un territorio strategico per un comparto produttivo chiave e simbolo per il Paese. Un comparto particolarmente energivoro: per questo il futuro taglio della CO2 permetterà di offrire un contributo rilevante anche ai target di decarbonizzazione italiani. Allo stesso tempo, H2 Factory potrebbe rappresentare un caso di scuola per le aziende limitrofe, del settore della ceramica e non, e in generale per tutti quei settori industriali che hanno nei piani la conversione dei propri processi all’idrogeno verde.
Il nuovo impianto inizierà a produrre grandi lastre in ceramica, utilizzate soprattutto per l'arredamento di design a partire dal 2025.
Stefano Bonacorsi

