Così i vertici della cooperativa Evologica commentano la denuncia dei lavoratori iscritti ai si Cobas rispetto a turni da 16 ore annunciati con un semplice sms. 'Si tratta di cose che non corrispondono alla realtà ma che diventano verità senza alcuna verifica nella narrazione dei pochi componenti di una organizzazione illegale che prosegue con le sue azioni violente e ricattatorie presso lo stabilimento di Italpizza'. E a questo punto Evologica spiega come sarebbero dal proprio punto di vista, sarebbero realmente andate le cose
'Ciò che probabilmente è stato diffuso, al mero scopo di avvalorare una tesi sempre più indifendibile e strumentale è semplicemente uno degli effetti del blocco illegale del pomeriggio di lunedì quando un nostro socio-lavoratore iscritto ai S.I. Cobas, tra i sei o sette usciti dall’azienda per partecipare ai blocchi illegali, è stato inserito nel
turno della mattina successiva, avendo egli stesso deciso di non presentarsi a quello del lunedì pomeriggio. Una scelta che, consapevolmente, avrebbe comportato un’auto correzione del sistema informatico che gestisce la ripartizione dei turni senza possibilità di cancellare quello del giorno precedente. Al lavoratore in questione
basterebbe chiedere se effettivamente lui sia stato per 16 ore consecutive sul posto di lavoro. Una domanda, semplicissima. Ciò che stupisce e addolora, invece, è che nessuno racconta, o domanda, del disagio che i colleghi di queste poche persone si accollano ogni qual volta che qualcuno improvvisamente si assenta, senza il minimo annuncio di adesione ai blocchi.
Blocchi illegali che tali sono, non “scioperi”, la cui legittima esecuzione deve avvenire nel pieno rispetto di norme e criteri che i S.I. Cobas mai rispettano, nei tempi e nelle modalità'
'Ciò che si osserva nelle ultime settimane - conclude Evologica - è che l’organizzazione S.I. Cobas accusa difficoltà ad organizzare e mantenere i blocchi illegali per un lungo periodo e con un consistente numero di “comparse”.
Una condizione questa che, proprio per la sua promessa di medio-lungo periodo, viene ulteriormente aggravata dalla mancata possibilità di programmazione dell’attività produttiva e degli stessi turni di lavoro la cui necessaria variazione continua viene appositamente strumentalizzata sperando di incidere sull’opinione pubblica'


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