Le forme evocavano il marchio DOP che identifica l'origine protetta e certificata del protetta, ma in realtà , quel marchio, non lo meritavano. A scoprire la contraffazione i Carabinieri Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Parma, che insieme agli agenti vigilatori del Consorzio del Parmigiano Reggiano DOP, hanno effettuato un'ispezione igienico-sanitaria presso un caseificio della provincia di Modena. Durante il controllo sono stati sequestrati amministrativamente, sia presso il caseificio che presso il relativo magazzino di stagionatura delocalizzato, circa più di 19 tonnellate di formaggio bianco a pasta dura in stagionatura, corrispondenti a 545 forme e 23 tagli dello stesso prodotto porzionato e confezionato, per un valore commerciale complessivo di circa 350.000 euro. Il problema era legato al fatto che le forme riportavano sullo scalzo laterale una marchiatura evocativa della DOP Parmigiano Reggiano.
Durante la stessa ispezione sono state sottoposte a sequestro amministrativo 8 fasce marchianti e 2 bobine per imballaggio che riportavano anch’esse diciture evocative della citata DOP. Al legale responsabile dell'attività è stata contestata una violazione amministrativa che comporta una sanzione pecuniaria di 4.000 euro.
I Carabinieri del Nas in zione durante un controllo in una azienda di Parmigiano Reggiano (foto di repertorio)
Formaggio marchiato come Dop, non lo era: sequestrate 545 forme
Presso la sede produttiva e nel magazzino delocalizzato di una azienda modenese. L'irregolarità è risultata da un controllo dei carabinieri e dagli agenti del Consorzio del Parmigiano Reggiano
Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.
'Modena, sparito un miliardo dai conti correnti delle famiglie'
'Dopo l'automotive e il biomedicale ora rischia il settore ceramico: Modena non se lo può permettere'
Da Ferrari a Tether, cambia la geografia della ricchezza: il modenese più ricco vale 7,9 miliardi, Devasini 89
Stampa e sistema Modena, così Fondazione e Carimonte si sono comprati una fetta della Gazzetta
Articoli Recenti
Modena, imprese straniere in crescita: Cina e Marocco trainano, ma è boom di imprenditori albanesi
Stampa e Sistema Modena: Trombone, capo di Coop Alleanza ed ex presidente Carimonte, entra nel Cda dell'editore del Resto del Carlino
Fondazione di Modena, altri 2 milioni nell'editoria: è socia direttamente de La Stampa Sae
Carimonte-Sae, parlano i bilanci: 2,5 milioni investiti nella società editoriale, ma la partecipazione vale il 20% in meno




