'Lo ribadiamo, bene ha fatto il Governo a tagliare quei fondi destinati agli sconti sui pedaggi autostradali e in parte alla formazione; risorse a cui possono attingere gli operatori del settore attraverso meccanismi dei quali beneficiano parecchio di enti di rappresentanza e molto meno le migliaia di medie e piccole imprese del settore – continua Cinzia Franchini -. Occorre avere il coraggio di scardinare l'assurdo sistema che ancora oggi porta lo Stato a pagare, con risorse pubbliche, gli sconti autostradali dovuti agli autotrasportatori attraverso i Consorzi di servizi, molti dei quali sono di emanazione o fanno diretto riferimento alle stesse associazioni che attualmente protestano; occorre procedere sulla strada dei tagli, in questo caso virtuosi e sacrosanti. Le tecnologie già in uso da tempo consentono di fare arrivare gli sconti sui pedaggi direttamente agli utilizzatori senza alcuna costosa intermediazione. Sanare questa stortura significherebbe mettere in campo una rivoluzione copernicana che consentirebbe di liberare risorse per i problemi veri del settore e non a quelli legati alla sopravvivenza delle associazioni. Penso al tema della deprofessionalizzazione, a quello della concorrenza selvaggia, ai problemi della rete infrastrutturale e al radicamento mafioso. Su questi macro temi, ben noti a chi ogni giorno viaggia sulle strade italiane, non ricordiamo prese di posizione giacobine da parte delle associazioni impegnate oggi a indire stati di agitazione che rivelano solamente l'agitazione di chi vede traballare il proprio recinto di potere'.
Franchini: 'Bene Governo sui tagli, alcune associazioni temono per loro stesse'
La presidente di Ruote Libere, Cinzia Franchini: 'Occorre avere il coraggio di scardinare l'assurdo sistema del rimborso sui pedaggi'
'Lo ribadiamo, bene ha fatto il Governo a tagliare quei fondi destinati agli sconti sui pedaggi autostradali e in parte alla formazione; risorse a cui possono attingere gli operatori del settore attraverso meccanismi dei quali beneficiano parecchio di enti di rappresentanza e molto meno le migliaia di medie e piccole imprese del settore – continua Cinzia Franchini -. Occorre avere il coraggio di scardinare l'assurdo sistema che ancora oggi porta lo Stato a pagare, con risorse pubbliche, gli sconti autostradali dovuti agli autotrasportatori attraverso i Consorzi di servizi, molti dei quali sono di emanazione o fanno diretto riferimento alle stesse associazioni che attualmente protestano; occorre procedere sulla strada dei tagli, in questo caso virtuosi e sacrosanti. Le tecnologie già in uso da tempo consentono di fare arrivare gli sconti sui pedaggi direttamente agli utilizzatori senza alcuna costosa intermediazione. Sanare questa stortura significherebbe mettere in campo una rivoluzione copernicana che consentirebbe di liberare risorse per i problemi veri del settore e non a quelli legati alla sopravvivenza delle associazioni. Penso al tema della deprofessionalizzazione, a quello della concorrenza selvaggia, ai problemi della rete infrastrutturale e al radicamento mafioso. Su questi macro temi, ben noti a chi ogni giorno viaggia sulle strade italiane, non ricordiamo prese di posizione giacobine da parte delle associazioni impegnate oggi a indire stati di agitazione che rivelano solamente l'agitazione di chi vede traballare il proprio recinto di potere'.
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