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Legacoop, dietro la mutualità un colosso da 6,5 miliardi

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Presentato il bilancio economico, e per la prima volta mutualistico, della centrale cooperativa Estense da 217 grandi cooperative e 550 mila soci


Legacoop, dietro la mutualità un colosso da 6,5 miliardi

Con 217 grandi cooperative associate tra Modena e Ferrara, 550 mila soci e 30.000 occupati (in aumento del 3% rispetto al 2015),  la galassia Legacoop Estense muove oggi un giro d’affari da 6,5 miliardi di euro. Ne fanno parte giganti economici, industriali, della finanza e del credito con fatturati, produzione e reti da multinazionale. Da Coop Alleanza 3.0 a Unipol, da Grandi salumifici Italiani a C.M. B.

Grandi nnumeri, quelli presentati nell'illustrazione del bilancio economico di Legacoop Estense presentato presso la sede modenese di via Fabriani dal Presidente Andrea Benini, e dal Direttore Gianluca Verasani. Numeri di fatturato, business ed occupati grandi al punto da rendere sempre meno percepibili gli aspetti e le finalità mutualistiche e sociali che stanno (o dovrebbero stare), alla base dell'essere e del fare cooperativa. Al di la della dimensione.

E forse anche per questo l'aspetto 'mutualistico' del bilancio Legacoop, sempre meno percepibile nel mare dei numeri del conto economico, non solo è stato introdotto per la prima volta nella presentazione del rendiconto di bilancio, ma ha avuto una netta rilevanza, anche in termini di tempo, nella presentazione stessa. Come a volere ricordare che dietro il grande business delle cooperative c'è comunque un cuore sociale e, appunto, una valenza mutualistica. Che sembra essere sfuggita alle cooperative stesse, dove i soci sono o diventano o rimangono tali grazie all'offerta di vantaggi di carattere economico e addirittura di corsie preferenziali anche nell'erogazione di servizi anche nel mondo del credito e della finanza, tali da rendere l'adesione volontaria (elemento irrununciabile nell'etica cooperativa) se non obbligata (cosa che sarebbe vietata), per lo meno fortemente indotta. Del resto che condivisione di ideali cooperativi e mutualistici c'è per un dipendente della Regione obbligato di fatto a diventare socio coop solo per potere spendere i propri buoni pasto al supermercato. Che condivisione di valore sociale ha diventare socio coop soltanto per avere uno sconto sul cinema, sui ticket sanitari  o sull'assicurazione dell'auto?

Se a questo aggiungiamo l'oggettiva carenza numerica, all'interno di Legacoop rispetto ad altre centrali cooperative, della quota di realtà fortemente vocate al sociale, allora comprendiamo meglio anche lo sforzo di Andrea Benini, filofoso 38 enne, dal marzo 2016 primo presidente della nuova associazione nata dalla fusione tra Ferrara e Modena, di riportare l'attenzione non solo della platea dei giornalisti ma alla più ampia platea delle cooperative stesse, agli aspetti fondanti del loro essere e soprattutto del loro operare. Sintetizzati, nella presentazione dello stesso Benini, in 7 principi fondamentali: la consistenza delle basi sociali, la partecipazione e gli strumenti di controllo dell’impresa a disposizione dei soci, la partecipazione economica degli stessi, la qualità dell’occupazione, la cooperazione fra cooperative e, fondamentali, le ricadute sui territori dell’attività svolta, in ottemperanza all'ultimo principio: l'impegno verso la collettività.

'Principi che distinguomo - afferma Benini - tra le cooperative vere e le false cooperative'. Un tema esploso, anche a livello mediatico, con il caso Castelfrigo ma che per Legacoop rappresenta una vecchia sfida da combattare su diversi piani anche legislativi. In questo senso Legacoop ha presentato una proposta di legge che la fine della legislatura farà slittare al prossimo Governo.
'La vicenda di Castelnuovo che coinvolge i lavoratori delle cooperative in appalto a Castelfrigo - afferma Benini - è la manifestazione più evidente di un fenomeno deteriore che da tempo le centrali cooperative modenesi denunciano. Si tratta di un circolo vizioso in cui tutti perdono: le cooperative che operano nel rispetto delle regole e sono progressivamente marginalizzate dal mercato, i lavoratori che perdono diritti e dignità, le imprese committenti che perdono reputazione e competitività. Per inseguire presunti risparmi di costo nella terziarizzazione, si finisce a pagare costi sociali ed economici molto più alti. Ma non è un destino obbligato. Anche in questo settore e sul nostro territorio, sono molti i casi in cui è attivo il circolo virtuoso che lega lavoro dignitoso, cooperazione vera e buona imprenditoria, nel rispetto di leggi, diritti e con buona performance economica; e Legacoop ribadisce la propria disponibilità a condividerne le buone pratiche.

I dati di bilancio

I soci: Su un totale di 1 milione e 50 mila abitanti (dato 2016 Province), la metà dei cittadini è socio di una cooperativa. Nel 2016 sono aumentate dell’11% le assemblee, principale organo di governo dei soci.

L'occupazione: Nelle cooperative campione è cresciuta del 3%, pur con andamenti diversi a seconda dei settori: segno più per sociali e servizi, anche se con significative riduzioni dei margini, ancora in sofferenza i comparti colpiti dalla crisi, come le costruzioni e i serramenti.
Molto positiva la percentuale di presenza femminile fra gli occupati – pari al 59% - e quella relativa al tipo di contratto di lavoro: l’89% è a tempo indeterminato. In termini di incremento degli occupati, il dato di Legacoop Estense si pone in linea con quello delle province di Modena e Ferrara (occupati totali 2016 461.000 +3% sul 2015. Fonte CCIAA), mentre è decisamente superiore il dato relativo alla componente femminile, che sui territori si ferma al 44%.
Particolare attenzione è stata dedicata, come sempre, al welfare aziendale: tra le iniziative maggiormente applicate, la flessibilità aziendale e il supporto economico, finanziario e sociale (integrazione al 100% della maternità, polizze assicurative anche a sostegno dei familiari, convenzioni per acquisti di beni e servizi, contributi economici straordinari a fronte di incidenti sulla capacità lavorativa per gravi patologie invalidanti).

La cooperazione fra cooperative: Il sesto principio cooperativo recita “Le cooperative (…) rafforzano il movimento cooperativo lavorando insieme, attraverso le strutture locali e nazionali, regionali e internazionali.”
La prima forma di cooperazione nel sistema cooperativo è svolta da Coopfond, cui le cooperative destinano il 3% degli utili conseguiti, e che gestisce il Fondo mutualistico per la promozione cooperativa sostenendo promozione, consolidamento e diffusione della presenza cooperativa all’interno del sistema economico nazionale (da legge istitutiva 59/92). 
Le cooperative di Modena e Ferrara hanno versato al Fondo, dalla sua costituzione a oggi, 54.3 milioni di euro. Nello stesso arco di tempo, Coopfond ha sostenuto 75 progetti sul territorio estense: dai WBO alle operazioni di sviluppo, consolidamento e fusione delle cooperative del territorio.
Le cooperative aderenti a Legacoop Estense nate da operazioni di WBO – in cui i lavoratori si costituiscono in cooperativa per salvare l’attività dell’impresa di cui erano dipendenti - sono 7, sviluppano un fatturato di 25 milioni di euro e danno lavoro a oltre 250 persone, di cui la maggioranza (il 90%) sono soci che hanno investito nella cooperativa la propria indennità di mobilità. Per costituire queste imprese cooperative sono stati necessari 6 milioni di euro, ottenuti grazie al contributo di CFI, Coopfond e delle finanziarie territoriali.

Il valore della produzione: Trainato da agroalimentare e distribuzione il valore della produzione aumenta del 3%. Fiducia sul futuro, nonostante la domanda sia ancora stagnante in molti settori La fusione tra i territori di Ferrara e Modena ha creato un ecosistema cooperativo solido e presente in vari settori, con un valore della produzione che – rispetto alle cooperative campione – supera i 5,5 miliardi di euro (+ 3% sul 2015). Complessivamente, considerando il resto delle cooperative associate e l’indotto di quelle fuori provincia, si calcola un giro d’affari di 6,5 miliardi
di euro.
Dai dati aggregati dei bilanci di esercizio emerge come continuino ad essere trainanti l’agroalimentare (+7% sul valore della produzione) e la distribuzione commerciale di consumatori e dettaglianti. Bene anche il sociale (+4%) e i servizi (+2%). Tengono, o crescono leggermente, abitanti e industriali, mentre anche nel 2016 si registra un calo per le costruzioni, ma il peggio dovrebbe essere alle spalle.

Gianni Galeotti


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