'La logistica non è un optional per Modena: è la sua spina dorsale. Per il nostro territorio è tempo di farla crescere adottando una Carta Etica: un grande patto tra imprese, sindacati e istituzioni per alzare insieme l'asticella della qualità del lavoro, della sicurezza e della sostenibilità. Questo è l'appello che rivolgiamo al Comune Capoluogo e alla Provincia'.
Così Rosamaria Papaleo (leader di Cisl Emilia Centrale) e Maurizio Denitto (segretario Fit Cisl Modena) intervengono sul futuro di un comparto che qui vale oltre 15.000 addetti, scosso dalla maxi inchiesta per frode fiscale di un colosso milanese del settore, impaurito e paralizzato nelle rotte dei container dalla guerra in Medio Oriente e, da ultimo, reduce dalla protesta di quasi 70 driver della Mov.Ing, cui un presidio ha impedito di lavorare per giorni alla Fedex di via Germania.
'La nostra manifattura, che realizza motori, ceramiche, biomedicale, meccanica di precisione, food di qualità,per vivere ha bisogno che le merci arrivino e partano, che le filiere siano connesse col mondo. A maggior ragione ora che le incertezze rischiano di produrre paralisi. Chi pensa che opporsi alla logistica sia una postura progressista commette un errore colossale. È come prendere una sega per tagliare il ramo su cui è seduta la nostra economia'.
La risposta è governare con regole condivise prima che i problemi esplodano, non dopo. 'La logistica selvaggia, che purtroppo esiste, si batte con le riforme. Se a Bologna la Carta Etica nel 2022 ha unito tutti, da Confindustria ai sindacati, Modena ha le carte in regola per fare ancora meglio. Chiediamo di aprire questo cantiere. Il momento è adesso', sottolineano Papaleo e Denitto.'C'è ancora chi immagina la logistica come lavoro poco qualificato, ripetitivo, per chi non ha alternative. La logistica moderna ha invece fame di ingegneri, data scientist, esperti di intelligenza artificiale, tecnici della robotizzazione. I magazzini sono infrastrutture tecnologiche complesse governate da algoritmi e sistemi automatizzati. Frenare questo settore significa perdere posti qualificati e investimenti. E lasciare campo libero a chi la usa come far west'.
'La logistica, ecco il punto, non può essere lasciata a chi produce disuguaglianze: appalti al ribasso, lavoratori senza formazione, infortuni evitabili, contratti usati per eludere le regole. Una disparità che è strutturale tra uomini e donne. La Carta Etica mette invece ordine, unendo i player industriali virtuosi col territorio: indica il contratto a tempo indeterminato come forma comune di rapporto di lavoro; punta alla parità salariale e alla conciliazione


