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Povertà, 896 modenesi ricevono il reddito di solidarietà

Povertà, 896 modenesi ricevono il reddito di solidarietà

Single ed italiani costituiscono la maggioranza di coloro che hanno ottenuto il contributo mensile. Cambia la mappa della povertà, a Modena e in Regione


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Sono oltre 8.000 i nuclei familiari che hanno beneficiato del Reddito di solidarieta', la misura di contrasto della poverta' della Regione Emilia-Romagna attivata poco piu' di otto mesi fa, per un totale di circa 20.000 persone.

Di queste il 67% sono italiane, il 30% extra-Ue e il 3% comunitarie. È l'analisi contenuta nel Rapporto di monitoraggio realizzato dall'Universita' di Modena e Reggio Emilia sulla base dei dati disponibili nel sistema informativo regionale e ricompresi fra settembre 2017 e maggio 2018.

Dal report emerge che nel 44,7% dei casi i nuclei che hanno ottenuto il Res sono composti da una persona, il 66,2% non ha figli a carico, piu' di sei su 10 hanno piu' di 45 anni e di questi piu' del 33% e' over 56. A chiedere il contributo sono uomini e donne in percentuali simili: 50,6% e 49,4%.

È significativa la presenza nelle famiglie di almeno un componente che lavora (61,5%), anche se in modo precario o pochissimo pagato. Per quasi mille beneficiari del Res sono state attivate misure di inclusione socio-lavorativa previste e finanziate dalla Legge regionale 14 del 2015 che mira all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale delle persone in condizioni di fragilita'.
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'Il reddito di solidarieta' e' una realta' ampiamente diffusa in tutti i Comuni dell'Emilia-Romagna e questo e' motivo di grandissimo orgoglio e soddisfazione per noi- ha detto Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione con delega a Welfare e Politiche abitative- basti pensare che solo un anno fa le persone in poverta' estrema non avrebbero avuto niente, mentre ora possono ricevere un aiuto economico, seppure circoscritto, e una proposta di coinvolgimento attivo nella societa' o nel mercato del lavoro'.

Cosa prevede il Res: Il Res è un contributo economico e un programma di attivazione e reinserimento sociale e lavorativo per i quali la Regione ha stanziato 33 milioni di euro per il 2018 e 35 per il 2019.

Da giugno sono entrate in vigore nuove regole (per integrare il Res con il Reddito di inclusione nazionale): il contributo mensile per persona passa dagli attuali 80 a 110 euro (cifra minima) fino a un massimo di 352 euro per un nucleo composto da 6 persone, la misura puo' essere richiesta con un Isee non superiore a 6 mila euro all'anno (prima era 3 mila) e un valore del patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione non superiore a 20 mila euro, la durata del beneficio sale da 12 a18 mesi trascorsi i quali potra' essere rinnovato trascorsi 6 mesi e solo per un anno, e' richiesta la residenza in regione da almeno 24 mesi consecutivi.

Le richieste. In poco piu' di otto mesi (settembre 2017 - maggio 2018) sono state 21.238 le domande inoltrate dai cittadini ai Servizi sociali del proprio comune di residenza: 625 alla settimana su una popolazione residente di 1.997.372 persone. Di queste, le richieste sulle quali l'Inps sta verificando i requisiti sono oltre 12.700. A maggio, i nuclei gia' ammessi erano 6.223, ai quali si aggiungono i 494 che usufruiscono della misura nazionale. Le domande respinte sono state 1.809 con un tasso di rigetto per entrambe le misure del 21 per cento. A Bologna sono stati 1.792 i nuclei familiari ad aver ottenuto il Res, 896 a Modena, 591 a Reggio Emilia, 552 a Ravenna, 524 a Ferrara, 598 a Parma, 496 a Rimini, 514 a Forli'-Cesena, 323 a Piacenza.
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