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Sostenere il commercio di prossimità: proposta di legge Confesercenti verso le 50.000 firme

Sostenere il commercio di prossimità: proposta di legge Confesercenti verso le 50.000 firme

La direttrice Marvj Rosselli rilancia l’appello ai cittadini: servono 50.000 firme per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare sulla rigenerazione


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Il futuro del commercio tradizionale, la tutela dei negozi di vicinato e, con loro, la sicurezza e la qualità urbana delle città passa anche da una firma. È quella a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per valorizzare e proteggere le piccole attività commerciali, “cuore pulsante delle nostre comunità”, come sottolinea la direttrice provinciale Marvj Rosselli. Una raccolta firme avviata ad inizio estate, nelle forme ufficiali, on line e in presenza, dettate dalla normativa per le proposte di legge parlamentari di iniziativa popolare. La firma può essere apposta online attraverso i portali del Ministero, tramite QR code, oppure nei punti informativi dell’associazione presenti sul territorio modenese. oltre che nei banchetti organizzati dall'associazione nei comuni. Rosselli, che incontriamo presso la sede provinciale di via Piave, chiarisce subito il senso dell’iniziativa: “Non si tratta di assistenzialismo verso i piccoli commercianti. La proposta nasce da un’esigenza reale di imprenditori che danno lavoro, pagano le imposte, vivono nei nostri quartieri e contribuiscono alla qualità della vita di tutti”. Al centro del testo, l’istituzione di zone destinate a programmi mirati di sostegno e valorizzazione delle attività di vicinato, attraverso vantaggi fiscali e semplificazioni amministrative.
“Non chiediamo privilegi, ma equità”, ribadisce la direttrice.
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“Oggi la normativa fiscale favorisce di fatto le grandi piattaforme online. Una legge nazionale può riequilibrare una disparità immotivata e insensata tra chi svolge un’attività di prossimità e chi opera su scala globale”. Nessuna demonizzazione dell’e-commerce, precisa Rosselli: “L’online è uno strumento utile, anche per le aziende tradizionali ma non può essere trattato allo stesso modo di chi garantisce presenza, servizi e presidio sociale nei territori”.
Difendere il commercio tradizionale significa anche proteggere l’identità dei luoghi. “Modena vive di bellezza, qualità urbana, vita sociale. I nostri centri storici, i quartieri, le eccellenze enogastronomiche e architettoniche sono parte di un brand territoriale che funziona perché esiste uno stile di vita riconoscibile. Senza negozi, senza attività di prossimità, questo stile di vita si indebolisce”.
Da qui l’appello finale: “Invitiamo tutti i cittadini a firmare. Servono 50.000 sottoscrizioni per portare la proposta in Parlamento. Le amministrazioni comunali della provincia ci stanno sostenendo, i sindaci e gli assessori stanno firmando. Non è una battaglia di destra o di sinistra: è una questione di qualità della vita e di futuro delle nostre città”.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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