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'Modena, una firma per non spegnere il commercio e mantenere vive le città'

'Modena, una firma per non spegnere il commercio e mantenere vive le città'

Il sindaco di Modena e molti primi cittadini hanno già siglato la petizione di Confesercenti


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Un appello a tutti i cittadini per salvare la qualità di centri storici e quartieri e difendere la coesione sociale del territorio: Confesercenti Modena scende in campo contro la desertificazione commerciale e chiede l'aiuto della comunità. In questo periodo l'associazione sarà presente nelle piazze e nei mercati dei Comuni modenesi per raccogliere le firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare 'Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità'.

Un'iniziativa che ha già incassato il sostegno istituzionale da parte delle Amministrazioni del territorio, a partire dal sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che ha subito firmato la petizione. Oltre ai primi cittadini e agli assessori di diverse rappresentanze politiche, numerose forze sociali e sindacali stanno sostenendo convintamente la proposta, supportata anche dalla consigliera regionale Ludovica Carla Ferrari che ha depositato una risoluzione in Regione a sostegno del progetto. Tra i parlamentari locali, ha già il proprio sostegno l'onorevole Stefano Vaccari. Ora, però, il passaggio cruciale è nelle mani dei cittadini.

'Le botteghe di vicinato non sono semplici punti vendita, sono il cuore pulsante e la luce delle nostre comunità - sottolinea Marvj Rosselli, Direttrice Provinciale Confesercenti Modena -. Se si spegne il commercio, si spegne la città.

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Diminuisce la sicurezza ed aumenta il degrado. Perdiamo servizi essenziali e rapporti sociali. Con questa firma, chiediamo a tutti di aiutarci a mandare un messaggio forte alla politica per ottenere un impegno strutturale. Non servono interventi spot, serve una legge nazionale che riconosca il valore di queste piccole attività e offra tutele reali a chi decide, con coraggio, di fare impresa sul nostro territorio'.

 

I dati parlano chiaro: dal 2012 a oggi il numero di negozi di vicinato in Italia è precipitato del 14,3%, svuotando progressivamente non solo i centri storici, ma anche borghi e periferie. La chiusura di queste attività, schiacciate dall'e-commerce, dall'inflazione e dai costi di gestione, rappresenta una perdita economica ma soprattutto il venir meno di presidi sociali e di sicurezza fondamentali per i cittadini, in particolare per le fasce più fragili. Per invertire la rotta, la proposta di legge promossa da Confesercenti mira a istituire le Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro). L'obiettivo è garantire la continuità dei servizi essenziali nei centri urbani e periurbani attraverso un regime fiscale di vantaggio per le imprese, misure di sostegno finanziario e una forte semplificazione amministrativa.

Il provvedimento prevede inoltre l'istituzione di un Fondo nazionale per la rigenerazione urbana e di un Osservatorio dedicato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

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