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'Sulla sicurezza il governo smetta di rincorrere l'emergenza'

'Sulla sicurezza il governo smetta di rincorrere l'emergenza'

La responsabile sicurezza e legalità del provinciale PD, Caci: 'Moltiplica i decreti invece di costruire una riforma organica e strutturale'


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'Con il nuovo decreto sicurezza il Governo Meloni conferma un metodo che dura ormai da tre anni: rincorrere l'emergenza del momento con un decreto-legge, invece di costruire una riforma organica e strutturale del sistema sicurezza. È lo stesso approccio che, a partire dal decreto 'anti-rave' varato dopo i fatti di Modena del 2022, ha prodotto un susseguirsi di provvedimenti d'urgenza scollegati tra loro, ognuno pensato per rispondere al fatto di cronaca del momento anziché ad una visione complessiva': così Rossella Caci, delegata a Giustizia, Legalità, Sicurezza e Diritti della Segreteria provinciale del Partito Democratico di Modena, commenta l'approvazione del quinto decreto sicurezza del Governo Meloni.

'È la stessa critica che da tempo arriva dalle organizzazioni sindacali delle Forze dell'Ordine: una normativa frammentata, cucita di volta in volta sull'onda dell'emergenza mediatica, che moltiplica reati e inasprisce pene senza però affrontare i problemi reali di chi lavora ogni giorno per la sicurezza dei cittadini. Non è con l'ennesimo decreto propagandistico che si risolvono la carenza di personale, l'organizzazione del lavoro sul territorio o gli strumenti di prevenzione: servirebbe una riforma pensata insieme a chi la sicurezza la vive ogni giorno sul campo, non calata dall'alto per occupare uno spazio sui giornali'.

'E poi c'è un dato che dovrebbe far riflettere il Governo stesso: se ogni pochi mesi serve un nuovo decreto sicurezza, vuol dire che quelli precedenti non hanno funzionato.
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Continuare a legiferare in emergenza non è un segno di forza, è l'ammissione implicita che le cose non vanno', sottolinea Caci.

'Aggiungere reati e inasprire le pene non è la strada corretta. L'esperienza di questi anni dimostra che l'inasprimento sanzionatorio, da solo, non riduce i fenomeni che dice di voler contrastare: sposta il problema sulle spalle di magistratura, carceri e Forze dell'Ordine, già sotto organico, senza incidere sulle cause. È un'illusione di sicurezza, comoda da annunciare in conferenza stampa, ma che non cambia la vita reale nei quartieri e nei territori. Come Partito Democratico continueremo a chiedere un cambio di metodo. Serve smettere di legiferare a colpi di decreto ogni volta che un fatto di cronaca occupa le prime pagine, e costruire invece una strategia di medio-lungo periodo che parta dai bisogni reali: più personale effettivo sul territorio, non solo sulla carta; percorsi di formazione continua per chi lavora in prima linea, anche su temi come la gestione dei conflitti e la prevenzione della violenza; investimenti stabili su prevenzione sociale, presidi educativi e servizi nei quartieri più fragili, dove il degrado si combatte creando opportunità e non solo con la repressione; risorse certe e pluriennali, non stanziamenti spot legati all'emergenza del momento.
Solo un approccio così strutturale può ridare credibilità alle istituzioni e sicurezza reale ai cittadini: è questa l'unica strada per garantire davvero la sicurezza delle italiane e degli italiani, e non un'immagine di sicurezza costruita a colpi di decreto', conclude Caci.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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