Eppure anche il video di oggi col quale Stefano Puzzer continua a ribadire di non voler mollare, mentre contemporaneamente rassegna le dimissioni, è lo specchio di una sconfitta che non è solo confinata nel molo triestino.
I portuali ci hanno provato, hanno fatto quello che partiti politici, sindacati, associazioni di categoria non hanno fatto. Hanno fatto in modo ingenuo, forse eccessivamente retorico, con gli strumenti a loro disposizione, quello che altri, titolati a ricoprire tale ruolo, hanno rinunciato a fare.
Se è vero, come affermano i sondaggi (Swg), che un quarto degli italiani è fermamente contrario al Green Pass, è un evidente vulnus democratico che tale fetta di cittadini non sia rappresentata da nessuno. La campagna vaccinale non c'entra nulla e non c'entrano nulla neppure le legittime posizioni di ciascuno sulla carta verde, ma se in una Democrazia un cittadino su quattro è contrario a una legge dello Stato, occorre che i corpi intermedi lo rappresentino. In qualche modo.
E invece nessuno oggi in Italia si è preso la difficile responsabilità di rappresentare questo 25% di italiani. I partiti (compreso Fdi) balbettano, i sindacati applaudono e le associazioni di categoria pure.
E così finisce che tutte le speranze vengono riposte sui lavoratori di un porto. I lavoratori ci provano, con onestà e coraggio combattono, ma poi si arrendono. Perchè non hanno gli strumenti, perchè la responsabilità è troppo grande. Perchè sono stati lasciati soli.
Ecco allora perchè la sconfitta di Stefano Puzzer e dei suoi ragazzi è la sconfitta di tutti. Perchè la mancata rappresentanza di una fetta di popolazione pacifica, è sempre un problema.
Giuseppe Leonelli



