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Imu, il Comune di Modena tira dritto: stangata da 51 milioni

Imu, il Comune di Modena tira dritto: stangata da 51 milioni

Modena non ha posticipato la scadenza e nemmeno sospeso gli interessi per il pagamento a settembre. Domani i modenesi pagheranno i 25 milioni previsti


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Cinquantuno milioni di euro. I numeri del gettito dell'Imu sono chiari, tanto più da quando le due voci che componevano la tassazione sugli immobili di proprietà, scorporate fino allo scorso anno anche in Tasi, sono diventata una sola, con un gettito previsto da 51 milioni di euro che pesano come un macigno sui bilanci di famiglie e imprese colpite dall'emergenza coronavirus.
Domani, di quei 51 milioni di euro, i cittadini e gli imprenditori modenesi ne dovranno pagare circa la metà, 25 milioni. Per la rata d'acconto. Per loro, a differenza di centinia di migliaia di residenti nella maggioranza e nei più importanti comuni della provincia, nessuna deroga al pagamento. Nonostante i numerosi appelli dal mondo della società civile, e dalla politica. Che se hanno fatto breccia nelle scelte di comuni come Sassuolo, Carpi, Soliera, Spilamberto, Mirandola (e potremmo proseguire), che hanno scelto il differimento della scadenza per il pagamento dell'Imu a settembre (per evitare di colpire famiglie ed imprese in crisi di liquidità e spesso senza introiti da mesi), o la sospensione degli interessi per chi effettuerà il pagamento a settembre dimostrando le difficoltà provocate dall'emergenza, non sono arrivate in Municipio a Modena. Dove non è stata concessa alcuna deroga.
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Per nessuno. Nessun aiuto. Nè sulla scadenza né sugli interessi. Il grido della politica e del mondo delle professioni (non accompagnato, dobbiamo dirlo, da quello delle associazioni di categoria), rilanciato sabato scorso in piazza Grande, proprio sotto le finestre del Municipio, non ha sortito alcun effetto sull'amministrazione. Dal Comune silenzio e bocche cucite. Nemmeno un commento, anche solo per giustificare la scelta di confermare, domani, un pagamento che suona come una mannaia sui bilanci delle famiglie. Una mannaia che nasce anche per volontà del governo nazionale che pur potendolo fare, non ha rinviato e non ha modificato scadenza ed importi del pagamento previsto per la quota parte che dell'imposta, spetta allo Stato per gli immobili cosiddetti di categoria catastale D. Come se nulla fosse. Come se l'emergenza non fosse mai esistita. Come se famiglie ed imprese non fossero in una condizione di straordinaria difficoltà, provocata tra l'altro dala chiusura (seppur necessario), ma previsto dallo stato stesso. Quota e scadenza confermata, per l'intero importo e sanzioni a chi non paga in tempo. 
Nell'unica città che ha certificato e confermato anche l'aumento dell'addizionale Irpef per 1,8 milioni di euro.
Come se davvero, nei fatti della politica che governa la città, la crisi non fosse mai esistita.

Gi.Ga.
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