Un modenese nel mirino dei pasdaran ucraini: Luca Rossi non va isolato
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Un modenese nel mirino dei pasdaran ucraini: Luca Rossi non va isolato

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Non è accettabile che un modenese, al di là del giudizio sulle tesi che sostiene, finisca in una lista nera ucraina. Questo sì che è fascismo. Davanti a questo sì che occorre mobilitarsi


Un modenese nel mirino dei pasdaran ucraini: Luca Rossi non va isolato
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L'inserimento del modenese Luca Rossi nella lista nera di Myrotvorec, sito vicino ai servizi segreti ucraini che segnala e tenta di colpire quelli che vengono ritenuti i 'nemici di Kiev', spaventa.
Luca Rossi è il presidente della Associazione culturale Russia Emilia-Romagna, quella associazione alla quale è stata negata la sala civica dal sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli con una delibera del 9 gennaio scorso (foto sotto).



Quella lista è un insulto a ogni concetto di democrazia e libertà. Per restare in Italia, il 12 giugno 2023, il giorno della morte di Silvio Berlusconi, venne apposto sulla sua scheda la scritta 'Liquidato', per il suo tentativo di mediazione nei confronti della Russia di Putin.
Tra le tante è opportuno citare le ultime due condanne che le massime istituzioni occidentali hanno rivolto contro Myrotvorec.

In una risoluzione del 11 febbraio 2021, il Parlamento europeo ha esortato il governo Ucraino 'a condannare fermamente e a vietare le operazioni di gruppi e siti web estremisti e che incitano all'odio, come Myrotvorec, che alimentano le tensioni nella società e abusano dei dati personali di centinaia di persone, tra cui giornalisti, politici e membri di gruppi di minoranza'. Nel 2022, Julia Gorbunova, ricercatrice di Human Rights Watch, ha affermato che 'le implicazioni che l'elenco di Myrotvorec pone per la libertà di stampa in questo momento, o in effetti per chiunque sia in quell'elenco, sono particolarmente gravi'.

Questo è il contesto. Un contesto nel quale si innestano anche massici commenti evidentemente organizzati da parte di gruppi Ucraini sulla pagina social del nostro giornale, La Pressa, reo di aver criticato la scelta di negare la sala per un conferenza, criticabile nel merito, ma che si fatica a capire cosa avesse di 'fascista'.



Eppure nessuno finora si è mosso per esprimere solidarietà nei confronti del modenese Luca Rossi. Sia chiaro, qui non sono in discussione le tesi espresse dalla associazione filorussa che presiede, non è una questione di merito, ma è in ballo il concetto di libertà che il nostro Paese si è conquistato a fatica. La libertà di parlare, di confrontarsi, di sbagliare. La libertà di sostenere anche tesi infondate, purchè non violente. L'Italia è un Paese libero e solo da Paese libero può fare da argine a derive totalitarie, come ad esempio lo è proprio quella russa.
Rinunciando a quella libertà diveniamo noi stessi ciò che vogliamo combattere. 

Per questo, a nostro avviso la sala non andava negata. Per questo, tornando a Luca Rossi, non è accettabile che un modenese finisca in una lista nera ucraina. Questo sì che è fascismo. Davanti a questo sì che occorre mobilitarsi. Speriamo che la politica locale, e non solo, lo faccia. Per ora solo silenzio. Noi, nel nostro piccolo, crediamo non si debba tacere.
Si può e, per certi versi, si deve criticare quello che Luca Rossi e la sua associazione pensano e dicono, ma egli non va lasciato solo. E Dio, dovunque sia, non voglia che le minacce, le liste dei cattivi, si traducano in azioni fisicamente violente.
Giuseppe Leonelli

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