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Legge elettorale, maggioranza battuta alla Camera sulle preferenze. Opposizioni: 'Dimissioni'

Legge elettorale, maggioranza battuta alla Camera sulle preferenze. Opposizioni: 'Dimissioni'

Emendamento respinto per un voto a scrutinio segreto. Meloni 'Ha vinto la palude, serve una riflessione'


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L’Aula della Camera ha respinto per un voto l’emendamento Fdi-Noi Moderati-Udc, sulle preferenze. La bocciatura, con voto segreto, è arrivata con 188 contro e 187 sì.

L’esito del voto è stato accolto da un boato di esultanza delle opposizioni. L’emendamento alla legge elettorale prevedeva insieme al capolista bloccato, la possibilità di barrare fino a tre preferenze della stessa lista.

'Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude'. Lo scrive su facebook la premier Giorgia Meloni che aggiunge: 'Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione. L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci. La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto'.

'Meloni invece di occuparsi di stipendi e sanità ha portato in Parlamento la legge elettorale per salvare la poltrona ed è stata sfiduciata dalla sua maggioranza in Aula.

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Dopo questa figuraccia, dopo 4 anni e zero riforme è crisi di governo. Abbia l’onore almeno di prenderne atto: a casa. Ora tocca a noi' - scrive sui social il leader M5s Giuseppe Conte.

'Siamo da sempre a favore delle preferenze. E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale. A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta' - aggiunge Matteo Renzi. 

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