'Il Sulpl ha ritenuto di non organizzare una manifestazione per evitare strumentalizzazioni politiche tuttavia questo passo era necessario nei confronti di chi, detentore della maggioranza relativa di Governo, e in particolar modo di un Esecutivo che si dice amico delle divise, non si è ancora adoperato pienamente, a differenza degli altri partiti di Maggioranza, per un deciso riconoscimento della Polizia Locale italiana - afferma Luca Falcitano, segretario provinciale Sulpl -. Mentre continuamente lo fa per le altre forze di Polizia dello Stato. Un atto di denuncia, scritto anche con i nostri caduti
e feriti in servizio per la tutela del territorio italiano e per la sicurezza dei cittadini. Politicamente parlando, ormai, la palla della sicurezza, almeno quella spicciola, quella su strada, quella che riguarda ogni singolo cittadino, sembra passata di mano dallo Stato ai sindaci, e riguardare più i primi cittadini che non Prefetti e i Questori. Piaccia o meno, aldilà di certa retorica, questa è l’odierna situazione'.
'Non a caso, ovunque, la Polizia Locale scende in campo ogni giorno con i suoi Lavoratori per contribuire alla sicurezza delle grandi città come dei piccoli centri, come testimoniano le cronache locali in termini di arresti, denunce e indagini, vedi i ringraziamenti esternati dal Ministro dell’Interno per le recenti operazioni di Roma, per lo sgombero di abitazioni occupate illegalmente e a Milano a seguito delle indagini condotte in un caso di omicidio. Basta infatti sfogliare un qualsiasi quotidiano per vedere il Sindaco di turno vantarsi audacemente dei risultati raggiunti dalla propria Polizia Locale, sperando di garantirsi un altro mandato sull’efficienza della nostra divisa. Ciò a fronte di un inquadramento contrattuale da impiegati amministrativi, non da poliziotti. Eppure, nonostante tutto, il Governo sembra continui a prendersi gioco di noi, negandoci da quarant’anni a questa parte la riforma della legge quadro e la pari dignità con i colleghi delle Forze di Polizia dello Stato. Ultimo in ordine di tempo e fresco di qualche giorno, l’insulto istituzionale consistente nel negare agli appartenenti alla Polizia Locale il riconoscimento del lavoro usurante, che probabilmente verrà riconosciuto invece alle estetiste, che con tutto il rispetto, corrono qualche rischio in meno.
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