La fotografia delle scorse ore di via Crispi è diventata il simbolo di questa deriva: un tratto del portico che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita della città, dalla stazione dei treni verso il Museo Ferrari, oltre che essere maggiormente tutelata dal suo essere all'interno del perimetro della cosiddetta zona rossa, è stato transennato per consentire di ripulire pavimenti e muri da sangue, rifiuti ed escrementi. Qui, mesi fa, i residenti erano stati spinti, a spese proprie e virgola a far rimuovere lo scalino in marmo all'uscita del portone principale del palazzo per rendere un po' più scomoda e disincentivare la permanenza dei tossicodipendenti. Infatti anche di queste ultime ore confermano che non è servito più di tanto. Un contesto tanto più paradossale se si considera che si tratta di una “zona rossa”, così come lo è il parco Novi Sad, dove la tribuna continua a trasformarsi, e con l’arrivo dell’autunno lo farà ancor di più, in un grande dormitorio abusivo e improvvisato.
Mentre la marginalità cresce, l’amministrazione comunale ribadisce il tema della prevenzione ma interviene quasi esclusivamente sul fronte della riduzione del danno. È già corsa ai ripari ampliando la rete dei centri di accoglienza notturni: il centro per tossicodipendenti a bassa soglia alla Sacca sarà aperto h24 da dicembre. Una scelta che, indirettamente, rappresenta la prima ammissione dell’aumento delle persone che vivono per strada, quelle che ogni giorno vengono segnalate proprio nel quartiere Sacca, nel triangolo compreso tra parco 22 aprile R Nord e stazione dei treni, comprendente anche porta nord che si affaccia direttamente sul Centro di assistenza per tossicodipendenti nel quale come confermato dalle previsioni dell'amministrazione nel corso della riunione di circoscrizione aumenterà di circa il doppio il passaggio e la sosta dellle presenze attuali.

