Quando i Carabinieri lo hanno fermato a bordo della sua auto e lui ha fatto scendere il finestrino, si sono accorti subito che l'uomo aveva a che fare con marijuana. L'odore proveniente dall'interno dell'abitacolo era forte ed inequivocabile. Come succede in questi casi i militari hanno proceduto ad una perquiizione dell'auto dalla quale non emerso nulla. Da qui la decisione di estendere la perquisizione a casa dell'uomo, dove sono stati rinvenuti 16 grammi di hashish celati all’interno di un pouf del divano, 200 grammi infiorescenza di marijuana in fase di essicazione, 650 grammi di foglie ed arbusti riconducibili alla coltivazione di piante di marijuana e 2 bilancini elettronici. All’interno del garage di pertinenza della sua abitazione sono stati trovati anche i vasi con il terreno, già utilizzati per la crescita delle piante.
L’uomo si sarebbe giustificato con i militari asserendo di essere consumatore di marijuana e non potendosi muovere liberamente da casa, per le limitazioni imposte con le misure di contenimento per fronteggiare l’epidemia da covid-19, aveva ritenuto di approvvigionarsi autonomamente, con una sorta di “fai da te” coltivando qualche piantina per far fronte alle sue esigenze.
Lo stupefacente e i bilancini sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
In casa vasi di marijuana: 'Non potevo uscire a comprarla, l'ho fatta'
Questa la giustificazione data ai Carabinieri da un 35enne operaio, incensurato di Mirandola. I militari insospettiti dal forte odore all'interno dell'auto
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