La famiglia di Anna Maria Palermo, ritrovata morta a 20 anni il 26 gennaio 1994 e tra le otto presunte vittime del 'mostro di Modena', mai individuato, chiede di riaprire le indagini. 'Non ebbe mai giustizia. Noi, dopo mesi di ricerca e studio degli atti, intendiamo chiedere la riapertura delle indagini perché con la moderna scienza oggi è possibile analizzare i reperti elencati in ben tre pagine di verbale. In particolare dagli atti emerge che Anna Maria aveva sugli avambracci lividi da afferramento e ferite da taglio sul petto. E' probabile, quindi, che ad ucciderla siano state almeno due persone', dice all'Ansa l'avvocato Barbara Iannuccelli, che assiste i fratelli di Anna Maria, Marcello e Leonardo.
'Infatti - continua - vicino al corpo furono trovate due siringhe con due tipi di sangue diversi tra loro e non di Anna Maria. Un fazzolettino con segni di rossetto dalla composizione chimica diversa da quello ritrovato nella borsetta di Anna Maria. Ma quante persone c'erano lì? Insieme al professor Armando Palmegiani, alla professoressa Valentina Marsella e alla genetista Marina Baldi depositeremo l'istanza. A 20 anni non si può morire così e rimanere senza giustizia'. La ragazza venne trovata morta in un canale a Corlo, frazione di Formigine, con diverse coltellate al petto. Tra il 1985 e il 1995 tra città e provincia furono uccise otto donne, alcune prostitute o tossicodipendenti. Iniziò a diffondersi l'ipotesi di un serial killer, che però non è mai stato identificato, né c'è certezza che a compiere i delitti sia stata la stessa mano. Una persona venne ad un certo punto indagata, ma non emersero elementi sufficienti per procedere.
Foto Dire
Mostro di Modena, la famiglia di una vittima chiede di riaprire il caso
Vicino al corpo di Anna Maria Palermo furono trovate due siringhe con due tipi di sangue diversi tra loro e non di Anna Maria
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