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Neonata morta al Ramazzini, l'Ausl: 'Fatto il possibile, ma la chiusura del punto nascita di Mirandola non c'entra'

Neonata morta al Ramazzini, l'Ausl: 'Fatto il possibile, ma la chiusura del punto nascita di Mirandola non c'entra'

La dinamica sul tragico evento descritta dall'Ausl. La donna, in gravidanza fisiologica, dopo essersi sottoposta a due controlli venerdì e sabato per malessere, era stata in entrambi i casi rimandata al domicilio, a Mirandola. Domenica la nuova corsa in ospedale e il tragico epilogo


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Tra venerdì e domenica un triplo tragitto di andata e ritorno, da Mirandola all'ospedale di Carpi, finito in tragedia. Con il parto di una bambina senza vita. La tragica notizia riguardante una coppia di Mirandola che si apprestava a diventare, per la prima volta, anche coppia di genitori, e pubblicata in mattinata, trova conferma nei dettagli e nella dinamica descritta dall'Ausl di Modena in una nota con la quale si esprime il cordoglio alla famiglia e si esclude che il tragico epilogo potesse essere evitato senza la chiusura del punto nascita di Mirandola dove la donna, residente a Mirandola, in gravidanza fisiologica, avrebbe avuto riferimento per il parto.

'Il decesso della neonata - scrive l'Azienda Sanitaria - si è verificato domenica 25 febbraio, presso la Struttura complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “Ramazzini” di Carpi.

La mamma, in condizione di gravidanza fisiologica, ha effettuato alle ore 9.35 del giorno precedente un accesso all’Ospedale di Carpi per un controllo che, dopo attenta osservazione, ha dato esiti regolari e dunque è stata correttamente inviata al domicilio; la stessa aveva effettuato un accesso anche il 23 febbraio, sempre risultato regolare.
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È opportuno infatti sottolineare che le donne vengono espressamente sollecitate dagli stessi professionisti a rivolgersi al Reparto in caso di qualsiasi dubbio e che ciò accade mediamente diverse volte a ridosso del parto, anche in condizioni di gravidanza fisiologica. Era quindi stata monitorata nei due giorni precedenti e non erano state riscontrate anomalie.

Alla prima mattina di domenica la donna ha contattato l’Ospedale di Carpi riferendo comparsa di contrazioni, l’Ostetrica l'ha dunque invitata a recarsi in Ospedale dove è stata immediatamente presa in carico dall’équipe dell’Unità operativa di Ostetricia e Ginecologia che, dopo gli accertamenti necessari e tutte le procedure previste dai protocolli, ha disposto l’effettuazione del cesareo; purtroppo alla nascita la bambina non presentava segni vitali.  

Per l’assistenza è stata messa in campo un’équipe numerosa e qualificata, composta da tre ginecologi, tra cui il direttore ff. di Ostetricia e Ginecologia, cinque ostetriche, tre anestesisti, quattro pediatri compreso il direttore della Pediatria: sebbene nei vari momenti l’équipe abbia assicurato la costante presa in carico della situazione, questa ha avuto purtroppo un esito infausto, che, seppure in pochi casi, può comunque verificarsi nonostante tutte le procedure attuate'. 

L’Azienda USL chiude la nota  'chiedendo il massimo rispetto per la famiglia e per i professionisti che partecipano al suo dolore, respinge le dichiarazioni che associano tale evento alla chiusura del Punto nascita di Mirandola.
Le competenze messe in campo hanno assicurato la migliore assistenza possibile presso il Punto nascita di Carpi'
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