A seguito della smentita il Consigliere comunale di CambiaModena Antonio Montanini, presente al presidio, ha inviato una nota stampa corretta che per completezza di informazione riportiamo qui intergralmente
'CambiAMOdena ha seguito la mattinata di tensione davanti ai cancelli di Italpizza. Antonio Montanini: “se si andrà avanti così, ad un certo punto i blocchi illegali si ripercuoteranno sui lavoratori e potrebbero mettere a rischio 300 posti di lavoro.”
“E’ da quattro giorni che le Forze dell’ordine garantiscono l’apertura dei cancelli di #Italpizza e la sicurezza dei lavoratori che si recano al lavoro. Ieri e oggi fino a mattina inoltra, la mancata presenza delle Forze dell’ordine, pare a causa della concomitanza di altri eventi, ha costretto l’azienda a rimanere bloccata.
Questa mattina, dopo l’arrivo dei rinforzi, gli agenti di Polizia e Carabinieri, tramite l’impiego anche dei lacrimogeni, sono riusciti a riprendere il controllo della situazione. Gli autori dei blocchi illegali hanno rincorso i camion lungo la statale per Vignola innescando un confronto fisico con le Forze dell’ordine. Un Carabiniere è rimasto ferito e dopo l’arrivo dell’ambulanza è stato trasportato al Pronto Soccorso seguito dagli APPLAUSI di felicità dei SI Cobas. Gli organizzatori dei blocchi illegali non hanno consentito nemmeno alle lavoratrici e ai lavoratori di potersi recare al posto di lavoro con i propri mezzi costringendoli ad andare a piedi, minacciandoli, vessandoli e insultandoli. Scene di donne impaurite che piangevano. Rispetto ai precedenti blocchi illegali, questa volta non si comprende nemmeno ciò che venga rivendicato. E’ evidente che queste sono azioni pilotate e strumentali. Sarà una casualità, ma questo mese ci sarà la sentenza del Coordinatore nazionale dei SI Cobas Aldo Milani, sotto processo a
Modena per estorsione. A buon intenditor, poche parole E’ evidente che il perdurare dei blocchi illegali e l’eventuale mancata garanzia della presenza della Forze dell’ordine, non potrà far altro che mettere a rischio i livelli occupazionali costringendo poi le Cooperative appaltatrici a dover aprire una procedura di messa in mobilità.




