Prediligevano come obiettivi donne sole, a piedi, da raggiungere e da rapinare dei loro averi, e delle loro borsette. Soprattutto quando queste venivano abbandondate, magari sui sedili dell'auto. Cosa che rendeva più facile il tutto. Si tratta di un iracheno ed un tunisino, 40 anni, pregiudicati, irregolari sul territorio nazionale. Uno di questi, già arrestato per il possesso di 5 chilogrammi di droga, nel 2004. Incarcerato ma tornato in libertà. Insieme hanno tentato di fuggire per l’ultima volta ieri, dopo l’ennesimo furto di una borsetta che una ragazza aveva lasciato sul sedile della propria auto nel parcheggio del centro commerciale i Gelsi, nel tratto cittadino della Vignolese.
Ultimo colpo in ordine di tempo che ha chiuso il cerchio delle indagini della Squadra Mobile, partite il 19 agosto scorso quando una dipendente della sala slot Bingo Globo, addetta alla raccolta e al deposito del denaro contante, era uscita a piedi portando con se nella borsetta 2000 euro in contanti. Per depositarli in banca. I due la aggrediscono per predere la borsetta, ma la donna urla, scalcia, riesce ad attirare l’attenzione di alcuni passanti sui due uomini che si allontanano a bordo di un auto, che un testimone riesce a descrivere, con tanto di numero di targa, alla Polizia.
L’allert scatta il 7 settembre. I due avevano rotto il vetro di un auto parcheggiata nell'area del Centro commerciale Grand’emilia, e rubato la borsetta di una donna lasciata sul sedile posteriore del mezzo. I due, però, dopo il colpo riescono a fuggire. Ma la loro latitanza dura poco. Ieri, il nuovo furto ai Gelsi, scatta un nuovo alert che segnala la presenza dell'auto. Gli agenti della Squadra individuano subito la Y10 sulla Vignolese. I due non si dermano all'alt intimato dalla Polizia e provano a darsi alla fuga generando un inseguimento lungo la tangenziale, fino ad arrivare all'uscita che porta sulla via Albareto. Giunti nella campagne della zona gli agenti riescono portarsi a ridosso dell'auto con i due malviventi a bordo.
All’interno dell’auto gli agenti trovano altra refurtiva ed alcuni occhiali utilizzati nel corso dell’aggressione alla donna il 19 agosto che ha riconosciuto i due, incrementando le prove di colpevolezza a loro carico, subito associati al carcere di S.Anna



