Sono inoltre già state ottenute le autorizzazioni per trasferire i resti in un obitorio a Milano per lo svolgimento della Tac autoptica che si svolgerà in una struttura ospedaliera milanese. I tempi previsti per lo svolgimento delle 'attività peritali' sono 60 giorni come termine massimo, ma la presidente della Corte D'Assise Cristina Beretti ha raccomandato la 'massima solerzia', al punto da fissare per la chiusura dell'iter dell'incidente probatorio la data del 17 febbraio, immediatamente successiva alla prima udienza dibattimentale del processo contro i familiari di Saman, che inizia il 10 febbraio.
Anche il recupero effettivo del presunto cadavere della 18enne pachistana, individuato grazie alle dichiarazioni dello zio Danish Hasnain che ha indicato agli inquirenti dove scavare, dovrebbe avvenire in tempi strettissimi. I periti, come si legge nel 'quesito' dell'incarico che hanno accettato, dovranno nello specifico stabilire se i resti appartengono a Saman Abbas, l'epoca e le cause della morte (accertando eventuali lesioni o somministrazione di sostanze 'di interesse chimico tossicologico') e analizzare anche la terra rimossa durante il disseppellimento. Nell'udienza di stamattina l'avvocato Simone Servillo, difensore del padre di Saman, Shabbar Abbas che è stato arrestato in Pakistan e a cui domani saranno contestate davanti ad un giudice le accuse di omicido e occultamento di cadavere, ha sollevato un'eccezione per un difetto di notifica al suo assistito di quanto sarebbe successo stamattina. L'istanza è stata respinta dalla Corte e si sono opposti, oltre alla Procura e alle parti civili, anche l'avvocato Liborio Cataliotti che rappresenta da pochi giorni Danish Hasnain. Il motivo lo spiega lo stesso legale: 'Per rispetto del Diritto, ma soprattutto perché noi vogliamo accertare la verità storica dei fatti e non essere di ostacolo alla Procura'.



