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Tragedia Camposanto, fustellatrice ai raggi x

Tragedia Camposanto, fustellatrice ai raggi x

Il macchinario nel quale è morta Laila El Harim non aveva inserito il doppio blocco attivabile solo manualmente


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In attesa dell'esame autoptico sul corpo di Laila El Harim, la 40enne originaria del marocco, italiana, morta ieri mattina in un incidente sul lavoro avvenuto all'interno dell'azienda di packaging 'Bombonette' di Camposanto, in provincia di Modena, l'attenzione degli inquirenti che stanno raccogliendo elementi da porre al vaglio della Procura che indaga per omicidio colposo, si sta concentrando sulla macchina fustellatrice nella quale Laila, mamma di una bimba di 4 anni, ha trovato la morte.
Secondo la relazione dell'Ispettorato nazionale del lavoro il macchinario era provvisto di un doppio blocco di funzionamento meccanico, 'ma purtroppo azionabile, da parte dell'operatrice, soltanto manualmente e non automaticamente. Ciò ha consentito un'operazione non sicura che ha cagionato la morte per schiacciamento'.

Sulla tragedia di Camposanto è intervenuto il vescovo di Modena, Erio Castellucci: 'Condivido questo profondo dolore e sono vicino alla famiglia di Laila El Harim. Purtroppo - le parole del vescovo riportate in una nota della Diocesi di Modena, Nonantola e Carpi - anche il nostro territorio e la nostra comunità vengono rattristati da questo fatto gravissimo, una morte sul lavoro, una piaga che pare non si riesca a debellare nel nostro Paese visti i numeri, drammatici, di questo 2021. Ora piangiamo la perdita di una donna, di una mamma, esprimiamo solidarietà ai familiari, con sincerità e commozione, ma questo non basta, come non è sufficiente l'indignazione del momento. Occorre l'impegno di tutti affinché questi drammi non si ripetano'.

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