Nelle prime ore della mattina la Finanza di Napoli e Bologna ha eseguito un sequestro preventivo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di sette uomini indagati per associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio, aggravati dalla finalità di agevolare l'associazione mafiosa del clan dei Casalesi fazione Schiavone. Il gruppo criminale, con base in provincia di Caserta, si occupava della creazione e cessione di crediti d'imposta inesistenti, nonché di riciclaggio e reimpiego dei relativi proventi illeciti, con l'obiettivo di agevolare il clan, cui sarebbe stata destinata parte delle somme derivanti dalle frodi.
Il gruppo criminale avrebbe individuato soggetti compiacenti, intestatari delle pratiche relative ai bonus fiscali, acquisendone le credenziali Spid per presentare le istanze tramite il portale dell'Agenzia delle Entrate e gestire i rispettivi cassetti fiscali. I crediti d'imposta così generati sarebbero stati successivamente ceduti a terzi, con il conseguente accredito dei relativi proventi sui conti correnti dei richiedenti. Le somme ottenute sarebbero state quindi rapidamente trasferite e prelevate da 'corrieri' appositamente incaricati, che avrebbero provveduto a consegnarle agli organizzatori della frode. Gli approfondimenti finanziari hanno inoltre consentito di ricostruire un articolato sistema dí riciclaggio delle disponibilità illecitamente conseguite.
Secondo la ricostruzione investigativa, i proventi delle frodi sarebbero stati trasferiti su ulteriori rapporti bancari, nazionali ed esteri, talvolta riconducibili, o comunque nella disponibilità, di soggetti contigui alla criminalità organizzata, per poi essere veicolati verso conti finanziari ubicati in Cina e successivamente restituiti agli indagati attraverso un sistema informale di compensazione finanziaria fondato sulla disponibilità di ingenti somme di denaro contante da parte di soggetti cinesi operanti nell'ambito del cosiddetto underground bankìng. Tale meccanismo avrebbe consentito di dissimulare la provenienza illecita delle somme e di ostacolare la ricostruzione dei relativi flussi finanziari. Nel corso delle attività investigative sarebbe stato inoltre accertato l'impiego di parte dei proventi illeciti per l'acquisto di beni mobili e immobili intestati a prestanome, di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dagli indagati. Tra i beni sequestrati figurano dieci immobili a Trentola Ducenta e Castel Volturno, un'imbarcazione da diporto di 9,95 metri dotata di due motori fuoribordo, due autoveicoli, un motoveicolo, nonché crediti d'imposta inesistenti ancora presenti nei cassetti fiscali delle ditte e delle società coinvolte per un valore complessivo di 21.086.860 euro.

