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'Bilancio 2026: tasse record a Mirandola ma le strade restano colabrodo'

'Bilancio 2026: tasse record a Mirandola ma le strade restano colabrodo'

La giunta di destra incassa oltre 2,6 milioni in più tra IMU e IRPEF, ma per la manutenzione viaria stanzia solo 400.000 euro. L’opposizione parla di 'mazzata'


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L’aumento delle tasse c’è stato, ed è stato pesante. Ma i benefici per i cittadini, almeno a guardare il bilancio di previsione 2026 del Comune di Mirandola, sembrano non esserci. È questa, in estrema sintesi, l’accusa che il Partito Democratico con il segretario Ivano Barbieri (nella foto) e la capogruppo Anna Greco, rivolge all’amministrazione di destra guidata dalla sindaca Budri, dopo l’analisi dei numeri contenuti nel documento contabile approdato in Consiglio comunale.
A partire dal 2025 la giunta aveva giustificato l’aumento di IMU e addizionale IRPEF con la necessità di coprire un presunto buco da 1,4 milioni di euro. Ma ora, con i dati del bilancio 2026 alla mano, emerge un quadro ben diverso: le entrate fiscali crescono ben oltre quanto dichiarato. L’incremento complessivo delle imposte comunali arriva infatti a 2,6 milioni di euro, oltre un milione in più rispetto a quanto inizialmente indicato come indispensabile.
Un risultato che, secondo il PD, configura una vera e propria stangata fiscale, senza un corrispondente miglioramento dei servizi.
'Se sul fronte degli asili nido gli sgravi per le famiglie dipendono in larga parte dalle risorse regionali, è sul terreno degli investimenti e delle manutenzioni che il bilancio mostra le sue maggiori criticità.
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A fronte di un Comune vastissimo, il terzo per estensione della provincia, con circa 200 chilometri di strade comunali e numerose frazioni, la giunta prevede appena 400 mila euro per la manutenzione della viabilità - afferma il Pd -. Una cifra giudicata del tutto insufficiente, soprattutto considerando che deriva dalla metà degli incassi delle multe, anch’essi in aumento: da 800 mila a 1 milione di euro. Strade dissestate, segnaletica orizzontale spesso assente e cantieri che partono tardi restano dunque il panorama quotidiano per i mirandolesi, nonostante l’aumento della pressione fiscale.
Il nodo, sottolinea l’opposizione, è politico prima ancora che contabile: il patto fiscale tra Comune e cittadini sembra essersi spezzato. Si paga di più, ma non si vede un ritorno tangibile in termini di qualità dei servizi e di cura del territorio. Proprio il livello comunale, quello più vicino ai cittadini, dovrebbe rendere immediatamente visibile come vengono spesi i soldi delle tasse. E invece, sostengono i dem, questo riscontro non c’è'.
'A mancare, ancora una volta, sono anche le strategie di lungo periodo. Nel bilancio non emergono linee chiare su ambiente, gestione del territorio e salute, temi sui quali la maggioranza e la sindaca hanno già mostrato incertezze e cambi di rotta, come dimostrano le vicende Aimag e Ospedale.
Per queste ragioni il Partito Democratico ha votato contro il bilancio, annunciando per il 2026 un’opposizione “dura e netta quando necessario”, ma anche propositiva' - chiude la nota.
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