'Si tratta di episodi che appaiono totalmente slegati da qualsiasi tipo di valutazione sulla tempestività ed appropriatezza del soccorso prestato - valutazione che comunque non giustifica comportamenti aggressivi - e che denotano oltre alla mancanza di regole relazionali e civiche, l’ignoranza delle informazioni di base rispetto al lavoro delle figure professionali coinvolte e alle modalità d’intervento in situazioni di emergenza. Questi atti si nutrono purtroppo di un clima generale di disaffezione e sfiducia verso i professionisti sanitari e il loro lavoro, oltre che della disinformazione ormai diffusa in tanti contesti e talvolta cavalcata in maniera strumentale – dichiara la DG Ausl Anna Maria Petrini, unitamente alla Direzione sanitaria e assistenziale –. Ricordo che le leggi vigenti consentono in molti casi di agire d’ufficio contro i colpevoli: oltre a prendere i dovuti provvedimenti rispetto all’atto in sé, lavoreremo ancora più intensamente, perché sia punito chi agisce comportamenti violenti ma soprattutto per favorire presso i nostri cittadini la conoscenza delle procedure e delle diverse professionalità che intervengono su una emergenza. Questi tipi di aggressioni, infatti, non possono essere limitati solo agendo sul livello di sicurezza dei nostri operatori, cosa che comunque l’Azienda sta facendo, ma anche intervenendo sul piano della prevenzione e unendoci tutti – sanità, istituzioni, società civile, singoli cittadini – nel promuovere una diversa cultura: nulla, lo ripeto, nulla può giustificare un atteggiamento del genere'.
Anche il sindaco di Carpi, Riccardo Righi, si è subito informato in merito a quanto accaduto: 'Qualsiasi violenza o sopruso contro chi lavora, con serietà, è da condannare, e per questo esprimo la mia più profonda solidarietà agli operatori colpiti – dichiara -. Come istituzioni, dobbiamo lavorare insieme per garantire sempre la sicurezza di chi lavora, tutelando la loro incolumità fisica e dignità non solo professionale, ma anche personale'.



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