Sassuolo, fototrappole per i furbetti dei rifiuti: 586 sanzioni ma il rapporto spesa e incassi è in perdita
Al netto della funzione deterrente, i dati parlano chiaro: 134.000 euro spesi per noleggio e gestione, multe per 122.000 euro ma di cui solo la metà incassati. L'assessore all'ambiente risponde in consiglio al consigliere Francesco Macchioni
01 luglio 2026 alle 14:08
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Il Comune di Sassuolo ha investito tanto quanto la precedente amministrazione per il noleggio e la gestione di una decina di dispositivi di ripresa (le cosiddette fototrappole), installate nei punti più critici per episodi di degrado generati dal conferimento errato o irregolare dei rifiuti. Fatto sta che dal bilancio dell’attività di accertamento tramite fototrappole il quadro che emerge presenta più ombre che luci. La risposta fornita dall’Assessore alle Politiche Ambientali Andrea Baccarani all'interrogazione del Consigliere Francesco Macchini, dell'omonimo gruppo consiliare fornisce i numeri che lo dimostrano: tra febbraio 2023 e febbraio 2026 il Comune ha speso 135.000 euro (al netto di IVA) per il noleggio e la gestione di 10 fototrappole ricollocabili attivate dalla precedente amministrazione. Per il triennio successivo, da marzo 2026 a marzo 2029, il costo scenderà di poco: 134.640 euro per 11 dispositivi. A queste si aggiungono una telecamera multifunzione fornita gratuitamente dal gestore dell’illuminazione pubblica City Green Light e 2 fototrappole integrative finanziate tramite PEF ATERSIR, dal costo di 12.000 euro l’anno. Totale: 14 telecamere operative. Un dispiegamento tecnologico imponente, che al di là della funzione deterrente difficilmente quantificabile, non sembra aver prodotto un ritorno economico proporzionato. Le fototrappole hanno rilevato 586 infrazioni, tutte sanzionate.
L’importo complessivo delle multe notificate ammonta a 122.647 euro, ma nelle casse comunali ne sono arrivati finora solo 66.192,55. Il resto è sospeso tra ricorsi (15 verbali) e riscossione coattiva (circa il 30% dei casi). In altre parole: il sistema costa più di quanto incassi, e non di poco.
Le cosiddette “Aree critiche”, zone dove l’abbandono dei rifiuti è più frequente, sono gestite interamente da Hera senza costi aggiuntivi per il Comune. Ma dal 2028 arriverà un nuovo tassello: uno spazzino di quartiere, operativo non solo nel centro storico ma anche nei quartieri, con un costo previsto di 82.000 euro l’anno. Un servizio integrativo che si somma a un contratto RTI già ricco di voci, frequenze e possibilità di ampliamento su richiesta dell’amministrazione.
Foto di archivio
Gianni Galeotti
Giornalista
Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...
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