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Castelvetro, abbattimento delle croci sul Monte Tre Croci. Il Comune: 'Sconcerto e rammarico'

Castelvetro, abbattimento delle croci sul Monte Tre Croci. Il Comune: 'Sconcerto e rammarico'

D’altronde, il monte Tre Croci, o Poggio Croce, o Monte Grande, è attestato storicamente come luogo sacro naturale fin dal Seicento


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'Non c’è stato nessun accordo col Comune riguardo la rimozione delle due croci di legno sul monte Tre Croci. Ricordiamo che l’area è privata e che l’attuale proprietà ha proceduto in maniera del tutto autonoma, dandone comunicazione al Comune nelle stesse ore in cui avveniva la rimozione'. L’Amministrazione comunale di Castelvetro chiarisce con precisione la propria estraneità ad un coinvolgimento, citato sulla stampa odierna, nell’abbattimento delle due croci, esibendo comunicazioni pec con date e orari di ricezione.

'Abbiamo appreso anche noi con sconcerto e rammarico - dicono ancora dall’Amministrazione - della repentina decisione presa dalla nuova proprietà dopo il crollo accidentale della prima croce, di rimuovere anche le altre due per supposte ragioni di urgenza e sicurezza. Anzi, dopo l’evento abbiamo subito chiesto un incontro alla proprietà, già fissato per fine mese'.

Il Comune ha visto così vanificato il proprio impegno messo in campo in questi mesi tramite incontri e sopralluoghi per trovare una soluzione in merito all’utilizzo dell’area delle Tre Croci, da sempre frequentatissima meta di visitatori ed escursionisti. Il Comune aveva promosso la costituzione di un gruppo informale di lavoro formato da volontari, il quale si era preso in carico la pulizia dell’area, realizzata lo scorso mese di aprile e un’opera di ristrutturazione delle croci da realizzarsi nelle prossime settimane.

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Un’attività motivata dal fatto che il Comune ha sempre ritenuto il monte Tre Croci un luogo di grande importanza per tutto il territorio, sia a livello storico-culturale che paesaggistico, valutandone anche eventuali possibilità di tutela.

D’altronde, il monte Tre Croci, o Poggio Croce, o Monte Grande, è attestato storicamente come luogo sacro naturale fin dal Seicento, quando fu eretta la prima croce come ex-voto per una grave ondata di peste. Pare che la prima croce seicentesca abbia sempre visto, per mano popolare, la sua sostituzione ogni volta che il tempo e le intemperie danneggiavano la precedente, che doveva rigorosamente essere sepolta con rito puntuale e non distrutta o bruciata. Questo fino al 1980, quando alla singola croce originaria ne furono affiancate altre due, a rappresentare la simbologia del Golgota. Per diversi secoli il monte fu meta di visite, pellegrinaggi e di una festa religiosa nella domenica “in Albis” dopo Pasqua, ma vi sono notizie di cerimonie religiose svolte anche in tempi più recenti.

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