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Discarica Rio Vulpazza: No unanime del Consiglio Provinciale

Discarica Rio Vulpazza: No unanime del Consiglio Provinciale

Approvato all'unanimità un ordine del giorno contrario al progetto al confine tra i comuni di Savignano e Valsamoggia


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Il progetto della discarica di Rio Vulpazza rappresenta «una ferita, un rilevante elemento di degrado e compromissione che qualificherebbe negativamente l'ambiente e l’economia del territorio modenese».

Con questa motivazione il Consiglio provinciale di Modena ha approvato all'unanimità un ordine del giorno contrario all’ipotesi di realizzazione del Parco tecnologico nel territorio di Castello di Serravalle, in località Rio Vulpazza, nella valle del Rio d'Orzo, al confine tra il comune di Savignano sul Panaro nel modenese e quello di Valsamoggia nel bolognese; una presa di posizione che, come ha sottolineato il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, «rafforza e sostiene l'impegno a tutela del territorio».

Il Consiglio provinciale, infatti, si legge nell'ordine del giorno presentato dal consigliere e sindaco di Castelnuovo Rangone Massimo Paradisi, affianca l’azione di contrasto del Comune di Savignano sul Panaro, attraverso le più opportune iniziative contro il progetto «anche nell'ottica nella Conferenza dei servizi che verrà convocata».

Paradisi, parlando di «un problema che riguarda tutto il territorio provinciale» e dopo aver sottolineato che «la definizione di Parco tecnologico è fuorviante perché si tratta di una discarica», ha ripercorso i numeri del progetto, presentato alla Regione dalla società Unirecuperi di Reggio Emilia che prevede una capacità dell'impianto di oltre

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un milione e 330 mila tonnellate di rifiuti, tra cui «scorie da incenerimento e fanghi industriali - si legge nel documento - nulla di biodegradabile, quindi, destinato a costituire un rischio per l’ambiente e la salute per sempre», senza trascurare il problema del «passaggio dei mezzi pesanti a servizio dell'impianto, stimati in circa 50 viaggi al giorno, lungo la viabilità provinciale e comunale anche modenese» e le migliori tecnologie, applicate al progetto, «non rassicurano».

Durante la discussione il consigliere Antonio Platis ha sottolineato la necessità di aprire una riflessione da parte della Provincia «sulle strategie regionali dello smaltimento dei rifiuti e come le aziende di servizio gestiscono questo importante settore», mentre il consigliere Stefano Lugli ha ricordato il progetto sulla discarica di Medolla e le prese di posizione per fermarlo.

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