Insomma, mentre ancora si continua ad attendere invano la riapertura promessa da Bonaccini del punto nascite di Pavullo, si assiste a una probabile chiusura del punto nascite mirandolese.
'Chiediamo alla politica di compattarsi e di convocare immediatamente tutti i consigli comunali, quello provinciale e la CTSS per deliberare la propria contrarietà a questa proposta scellerata della Commissione Nascite. Con questo parere dei vertici sanitari è verosimile che nessun ministero possa esprimersi contro e concedere una deroga per quanto l’atto della Commissione Nascite è, a nostro avviso, parziale, raffazzonato, con costi abnormi assolutamente non rendicontati e privo delle valutazioni sulla mobilità passiva già denunciata ieri da Forza Italia - continuano i due consiglieri -. Serve un mandato politico forte per ribadire l'essenzialità del punto nascite del Santa Maria Bianca. Chiediamo venga immediatamente integrata la richiesta di deroga. L'Ausl deve piantarla di cercare di risparmiare quattrini sempre sulle spalle degli abitanti dell'Area Nord. I buchi della sanità sono altrove'.
'La conclusione della relazione della Commissione Nascite rafforza ulteriormente che la questione è economica: La Commissione Nascita – nel caso una richiesta di deroga venisse comunque presentata e accolta dalla CPNn - riafferma la necessità di un monitoraggio con cadenza trimestrale delle attività e dei costi di ogni PN in deroga e della sua chiusura qualora non raggiunga standard predefiniti di sicurezza e di appropriatezza assistenziale del percorso nascita. Togliendo ostetricia – concludono i consiglieri azzurri - scomparirà l'anestesia h24 e pian piano (forse neanche troppo lentamente) cadranno tanti e ulteriori servizi. Altro che attivazione della terapia semi intensiva od ospedale di pari livello con Carpi'.


