Sono queste le parole del Sindaco di Mirandola Alberto Greco a commento della sentenza emessa ieri da parte del Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia Romagna, dopo il ricorso avanzato dagli otto Comuni dell’Unione dei Comuni Modenesi dell’Area Nord rispetto alla scelta votata in Consiglio comunale nel giugno 2020, del Comune di Mirandola di recedere dall’UCMAN.
Una sentenza che soddisfa, per contro, Paolo Negro capogruppo di Liste civiche-Pd nel Consiglio dell’Unione Comuni Area Nord. “Il Tar ha annullato la delibera del Comune di Mirandola che sanciva il recesso dall’Unione dei Comuni dell’Area Nord senza rispettare i tempi previsti dalla normativa in vigore, senza un accordo con gli altri Comuni e senza ragioni oggettive evidenti. In sostanza, la sentenza del giudice amministrativo accoglie tutte le motivazioni che, come forze e amministratori del centrosinistra, avevamo ripetutamente illustrato contro un’uscita di Mirandola dall’Unione disordinata e in violazione delle regole. Si può uscire da un’Unione, ma nel rispetto delle esigenze di tutti gli enti e di tutta la popolazione coinvolta. Devono essere passati almeno cinque anni dall’ultimo trasferimento di una funzione (e Mirandola ha trasferito l’ultimo servizio solo un anno fa) e questo per garantire - lo dice chiaramente il Tar, ma lo abbiamo sempre sostenuto anche noi in questi mesi – “il regolare funzionamento dell’Unione nel tempo, consentendo alla stessa una programmazione pluriennale che non sia soggetta alle mutevoli e unilaterali decisioni dei Comuni che ne fanno parte”.
Ma Negro sottolinea più del passaggio (alla base della sentenza), relativo al mancato rispetto dei 5 anni per uscire, parlando di difetto di istruttoria e motivazione.


