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A 5 anni dal sisma dell'Emilia, oltre 6.000 ancora fuori casa

A 5 anni dal sisma dell'Emilia, oltre 6.000 ancora fuori casa

La situazione peggiore nelle campagne, dove quasi 500 persone vivono in prefabbricati


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Sono più oltre 6000, esattamente 6062, le persone che attualmente, nel cratere del sisma, vivono fuori casa e che per questo usufruiscono o del 'contributo di canone di locazione' (CCL), che dal giugno del 2015 ha sostituito i 'contributi di autonoma sistemazione' (CAS), o che ancora vivono in prefabbricati abitativi rurali a servizio delle aziende agricole (erano 446 il 31 marzo scorso)  

A fronte della recente eliminazione degli ultimi prefabbricati abitativi urbani, ci sono ancora migliaia di persone e famiglie che vorrebbero ma non possono fare rientro nelle loro case. Sono 1.273 quelle ancora assistite attraverso il canone di locazione e 830 quelle che ricevono il contributo del disagio abitativo.

E' una parte della realtà per molti aspetti ancora drammatica che emerge dai dati diffusi dalla Regione Emilia Romagna a 5 anni dal terremoto che La Pressa approfondirà in vari momenti da oggi al 29 maggio, giorno della seconda drammatica scossa che seguì quella devastante del 20 maggio 2012.

La situazione peggiore è ancora quella registrata nelle campagne della bassa terremotata. Dalle giornate del sisma del 2012 ad oggi, i nuclei famigliari assistiti e residenti nei prefabbricati abitativi rurali sono calati solamente del 25%, passando dai 240 nuclei assistiti nel maggio del 2012 ai 174 assistiti oggi. Ed oggi 446 persone delle 530 registrate nei giorni immediatamente successivi al sisma, vivono ancora in prefabbricati rurali.

Nella foto: L'attuale stato dell'antico e prestigioso Palazzo Terzi, a Finale Emilia, reso inagibile dal sisma e, come molti altri edifici adiacenti, ancora inagibile

 

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