I Consiglieri comunali Elisa Rossini (FDI-Popolo della famiglia) e Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) mostrano la loro insoddisfazione di fronte alle parole dell'Assessore ai servizi sociali del Comune di Modena Roberta Pinelli in risposta ad una interrogazione da loro presentata dopo le dichiarazioni rilasciate dal Sostituto Procuratore della Repubblica Valentina Salvi, titolare dell'inchiesta sugli affidi nella Val d'Enza, che quel rapporto (anche se limitato al caso temporaneo di una bambina), lo confermava
Qui le parole dell'Assessore comunale ai servizi sociali Roberta Pinelli e la replica dei Consiglieri di opposizione
Qui le parole del Sostituto Procuratore poste al centro delle richieste di chiarimento contenute nell'interrogazione
dei Consiglieri di opposizione
Se il riferimento del Sostituto Procuratore è chiaro e circostanziato al Comune di Modena, lo altrettanto quello dell'Assessore, almeno per quanto riguarda tutto ciò che è alle dirette dipendenze e controllo del Comune. Nella sua risposta lo stesso assessore lascia spazio, per gli interroganti, ad altre domande in relazione all'operato di contesti di comunità che accolgono i minori e che pur operando su Modena e all'interno dei servizi sociali del Comune, sono 'difficilmente' verificabili rispetto all'eventuale opera al loro interno di equipe di professionisti collegati a quel centro. Oggi, stando alle parole dell'Assessore, sarebbero 4 - 5 i minori che hanno avviato un percorso gestito da professionisti privati: 'Dalle verifiche effettuate è possibile affermare che non ci sono stati minori in carico al Comune seguiti da Hansel&Gretel - afferma l'Assessore - ma è difficile escludere in assoluto che ci siano professionisti collegati a quel centro studi in quanto i minori a carico dei servizi sociali all'interno di contesti comunitari, vengano assistiti da equipe specialistiche della comunità stessa e quindi non è dato sapere se tali professionisti abbiano contatti con tale centro'
Una difficoltà di verifica che, fa intendere l'assessore, si sposta anche sul fronte Ausl che per il Comune gestisce tutta la parte psicologica e psicoterapeutica del percorso di presa in carico dei minori.
Punti chiave nella risposta dell'Assessore che da un lato escludono dichiaratamente un ruolo diretto del Comune nell'esistenza di eventuali rapporti con i professionisti ma dall'altro, appunto, non escludono, e dichiaratamente non possono escudere che ciò possa essere successo in forma indiretta, attraverso comunità e Ausl. Punti che per i consiglieri firmatari dell'interrogazione lasciano spazi ad ampi dubbi. Che si estendono al piano politico: 'Anziché fornire risposte su un tema così delicato, le parole dell’assessore generano altre pesanti domande. A chi dobbiamo credere? Ad un sostituto procuratore che ha condotto l’inchiesta e che ha parlato del Comune di Modena in una audizione parlamentare ufficiale o all’assessore Pinelli che nega qualsiasi collegamento e dichiara di non sapere nemmeno se all’interno del sistema modenese degli affidi con a capo il Comune qualcuno, quel rapporto, lo abbia avuto?
Nel video, la risposta dell'Assessore e la replica, in aula dei consiglieri interroganti
Gi.Ga.



