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Alloggi popolari: LeU vuole 'sterilizzare' gli aumenti della Regione

Alloggi popolari: LeU vuole 'sterilizzare' gli aumenti della Regione

E da Modena invia una proposta all'Assessore regionale Gualmini, con 47 euro di canone minimo e riduzione del 2,1% del canone media per la fascia più debole


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È firmata da Liberi e Uguali una proposta sugli alloggi popolari 'che quasi sterilizza gli aumenti proposti dalla Regione' guidata dalla giunta Bonaccini. Arriva da Modena un 'piano b' in questo ambito, contro gli 'aumenti dei canoni delle case popolari previsti dalla Regione su proposta dell'assessora Gualmini', proprio mentre la Regione stessa, dicono bersaniani e compagnia, 'e' tornata sui suoi passi introducendo ulteriore flessibilita' nell'applicazione della norma'. In questo contesto LeU dice di aver costruito la sua proposta, 'grazie al confronto politico all'interno della maggioranza a Modena', nella quale si conserva il canone sociale per le famiglie piu' indigenti e fragili (47 euro, al minimo, pari al costo di gestione fissato in Regione), diminuisce del 2,1% rispetto al valore attuale il canone medio per la fascia piu' povera e debole, taglia l'aumento medio previsto del 20% portandolo al 3,4% (-16,6%), si introduce progressivita' nella fascia di permanenza. Ora per Liberi e Uguali manca un passo decisivo: 'I Comuni della provincia di Modena devono uniformarsi alle scelte della Citta', pur rispettando l'autonomia di ogni istituzione non e' pensabile che a livello provinciale si registrino sperequazioni tra chi ha diritto ad una casa popolare a Modena e chi usufruisce di questo strumento a Carpi o a Pavullo'

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