Articoli Politica

'Anziani, modello Cra sempre più irrealistico'

'Anziani, modello Cra sempre più irrealistico'

Intervento della portavoce Europa Verde Paola Aime: 'Puntare su un modello domiciliare non solo come supporto a disabilità ma come relazione e contrasto alla solitudine'


2 minuti di lettura

'Monitorare la salute degli anziani da parte del medico di famiglia, anziché attendere che la persona si presenti con una patologia già in essere, utilizzando anche la telemedicina, passare dall’assistenza domiciliare unicamente come supporto a disabilità o incapacità di gestione virando verso una assistenza empatica, relazionale, quando ancora le capacità sono presenti, ma il problema di fondo è la solitudine. Viviamo in una zona in cui anche l’Università con un corso di laurea in Terapia occupazionale, professione molto diffusa ad esempio negli USA, sta aiutando ad andare in una direzione diversa, più moderna e che alla fine può rivelarsi anche più economica sia per la collettività che per le famiglie'. A parlare è Paola Aime, coportavoce Europa Verde di Modena.'Il modello CRA come soluzione unica ai problemi della vita degli anziani non è più realistico. Non lo è per l’anziano, che viene sradicato dalle sue abitudini, da luoghi noti e obbligato a una comunità che sa di fine vita, non lo è per i familiari che spesso vivono essi stessi tra sensi di colpa e di impotenza non riuscendo a coniugare i tempi di vita e di lavoro con la cura dei propri genitori.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Sappiamo bene sia da esperienze locali che da modelli europei come la prevenzione giochi un ruolo centrale nel mantenerci più sani fisicamente e psicologicamente fino a tarda età. Non trovo accettabile far passare la CRA come unica risposta ai bisogni delle famiglie: le famiglie chiedono quello che conoscono, che nell’immediato gli possa risolvere intricate situazioni familiari.
Sta alla politica, alla cultura del benessere e della difesa della dignità umana costruire e proporre modelli differenti. Anche la CRA Madonnina, per certi versi tanto attesa, che vedrà 150 vecchi di cui la maggior parte con malattie dementigene a vivere e morire in quel luogo, con poco verde di continuità, quando sono ormai riconosciute dalla scienza le proprietà 'curative' dell'albero, della vista aperta sulla natura, con nessun collegamento coi luoghi dell’evoluzione, come ad esempio scuole o asili, come ad esempio realizzato in Danimarca dove accanto alla residenza anziani, separati da un muro trasparente, giocano, vivono i bambini, fa riflettere - chiude Aime -. E noi che giovani non siamo più, ma che facciamo “volontariato politico” chiediamoci “E’ così che mi piacerebbe terminare questa straordinaria esperienza chiamata vita? Si può fare di meglio?” Io credo di sì, credo che una città come Modena, una Regione come l’Emilia Romagna possano essere i soggetti giusti per avviare percorsi di innovazione per i propri cittadini'.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Tradizione e sapori di Modena

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.