Non possiamo che plaudire a questo nuovo filo diretto tra istituzioni e cittadini, dopo anni totalmente ermetici. Abbiamo quindi rimarcato che gli interventi programmati (finalmente disponibili in rete sul sito dell'Aipo, e questo è un notevole traguardo raggiunto dal comitato, anche se può sembrare poca cosa) non riusciranno a coronare il raggiungimento dell'indispensabile soglia di sicurezza TR200 per i nostri fiumi, come preconizzato dalla comunità scientifica internazionale.
La nostra comunicazione con Valente dell'Aipo, a nostro avviso persona obiettiva e preparata, si è conclusa formulando da parte nostra una domanda di estrema importanza, destinata a diventare il nuovo obiettivo di Arginiamo: “Siamo ben consapevoli che per raggiungere l'irrinunciabile traguardo del TR200 servono dei grandi lavori infrastrutturali territoriali, che interessino l’intero corso del fiume (come tra l’altro promesso in più occasioni dal presidente Bonaccini). Purtroppo, sarà impossibile attingere per questi al Recovery Fund per il semplice motivo che mancano i relativi progetti. Quello che chiediamo allora a nome di tutti i cittadini che vivono e prosperano attorno ai nostri fiumi è questo: sapere, con sufficiente approssimazione, quali sono questi grandi progetti e quando si pensa di riuscire ad attuarli”.
Questa nostra domanda può sembrare inconcreta al momento presente, ma la risposta di Aipo sarà oltremodo importante. Ci rendiamo ben conto che ci vorranno anni per arrivare alla loro conclusione trattandosi appunto di opere territoriali di grande rilievo, ma è fondamentale iniziare “costruendo” un impegno, impegno su cui si potrà continuare a sviluppare sia un fruttuoso rapporto reciproco, sia -e soprattutto- una scaletta dei lavori speriamo presto in corso.
Tra l'altro, sappiamo da fonte certa che si possono finanziare con i soldi del PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che indica come saranno spese le risorse del Revovery Fund) anche i soli progetti delle opere da realizzarsi. Perché quindi non scartare i progetti obsoleti e reindirizzare i fondi su un nuovo progetto complessivo, più moderno e possibilmente più efficace, che tenga conto della dinamica complessiva dei fiumi?
Vittorio Cajò, presidente del Comitato Cittadino ArginiaMo



