'Dopo più tre anni di vacanza, una sonora bocciatura da parte di due Corti dei Conti (Emilia Romagna e Lombardia) e mesi e mesi di lavoro, finalmente i Sindaci e le Sindache dei 21 Comuni soci di Aimag sono riusciti a predisporre un Patto di Sindacato, recentemente approvato nei Consigli Comunali, che dovrebbe garantire il controllo pubblico dell’azienda, così come richiesto dalle sopracitate Corti dei Conti dopo la censura del tentativo di affidare ad Hera il controllo esclusivo di Aimag'. Così, in una nota Rifondazione comunista di Modena.
'Purtroppo il nuovo Patto è peggiorativo rispetto al precedente e non solo perché nel CdA rientrano i soci privati con un loro rappresentante (non più presente da circa 10 anni) ma anche perchè non sono stati mantenuti i meccanismi di voto che imponevano ai Comuni di agire come un’unica entità, ossia la maggioranza di “quote e di teste”, un meccanismo che aveva reso il precedente Patto di Sindacato “blindato” a favore della gestione e dell'effettivo controllo della parte pubblica. Nel nuovo assetto anche se le deliberazioni richiedono la maggioranza qualificata del 65% questa unitarietà di azione non è più prevista: Il peso di ciascun voto è pari alla quota di capitale sociale ordinario posseduta dal singolo Socio aderente.
E allora diventa chiaro come i Comuni che detengono il maggior numero di azioni, Carpi e Mirandola, più qualche altro Comune potrebbero raggiungere facilmente anche quel 65% e imporre di fatto il loro volere a tutti gli altri, come accadde peraltro nel 2023 a Patto scaduto'.'Sebbene l’approvazione di un Patto di Sindacato tra i soci pubblici rappresenti un passo avanti rispetto alla situazione precedente dove il controllo pubblico non era garantito, tanto che le Corti dei Conti dell’Emilia Romagna e della Lombardia, nel bocciare l’operazione Hera-Aimag, avevano anche sottolineato l’obbligo e l’urgenza di ricostituire il Patto di Sindacato, non c’è da stare tranquilli e il fatto che si sia scelto di non riprendere le caratteristiche del Patto precedente, molto tutelante per il pubblico, induce a pensare che qualche Sindaco non abbia ancora deposto l’idea di cedere Aimag ad Hera. Tra qualche settimana dovrà essere rinnovato il CdA di Aimag, la scelta dei nuovi componenti o la conferma di quelli attuali - quelli che hanno predisposto e fortemente sostenuto il “Progetto di rafforzamento della partnership industriale fra Aimag ed Hera” poi sonoramente bocciato dalle Corti dei Conti perché favoriva “il fine di lucro del Socio privato, in un contesto di illegittimità e di deviazione rispetto alla norma di riferimento” - ci dirà in che direzione vogliono andare sindaci e sindache.


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