Nel corso dell’informativa, Draghi ha indicato la necessità di 'mantenere canali di dialogo con la Federazione Russa. Solo da questi canali emergerà una posizione negoziale. L’Italia si muoverà per trovare ogni possibile opportunità di mediazione ma sarà solo l’Ucraina a decidere quale pace accettare', ha proseguito il presidente del Consiglio rimarcando come 'una pace non accettabile dall’Ucraina non sarebbe sostenibile'.
L’Ue, ha continuato il premier, è al lavoro su un sesto pacchetto di sanzioni che l’Italia sostiene con convinzione. 'La lista degli interventi prevede misure legate al petrolio, restrizioni ad alcune istituzioni finanziarie, l’ampliamento della lista degli individui sanzionati. L’impatto già significativo delle sanzioni adottate sull’economia russa sarà ancora più forte nei prossimi mesi', ha proseguito. 'Secondo le previsioni dell’Fmi, il Pil russo calerà dell’8,5 per cento quest’anno mentre l’inflazione raggiungerà il 21,3 per cento. Per frenare la fuga di capitali ha rialzato i tassi di interesse al 14 per cento e introdotto controlli sui movimenti di capitali', ha detto Draghi.
Durante il suo intervento in Senato, il premier ha anche dichiarato che 'l’Italia è pronta a consolidare il contributo al rafforzamento del fianco orientale della Nato con 250 unità in Ungheria e 750 in Bulgaria. Valutiamo inoltre la possibilità di sostenere la Romania nelle attività di sminamento del Mar Nero e la Slovacchia nella difesa antiaerea'. Inoltre, il premier ha rimarcato che 'l’Italia appoggia con convinzione la richiesta di Finlandia e Svezia di aderire alla Nato. L’ho potuto confermare anche ieri durante il mio incontro con la premier finlandese Sanna Marin', ha aggiunto.
E infine il ringraziamento a Fdi che dai banchi dell'opposizione sta sostenendo il Governo nell'invio di armi all'Ucraina. 'Voglio ringraziare la maggioranza e la principale forza di opposizione per il sostegno dato durante questa crisi - ha detto Draghi -. Il governo intende continuare a muoversi nel solco della risoluzione approvata dal Parlamento'.



