Nemmeno un'ora dopo, Palazzo Chigi è costretto a intervenire: 'Il sostegno all'Ucraina da parte del governo italiano è saldo e convinto'. La nota non cita le frasi choc del Cavaliere, ma rammenta che quella posizione era scritta 'chiaramente' nel programma elettorale della coalizione e 'confermato in tutti i voti parlamentari della maggioranza che sostiene l'esecutivo'. Dunque, una nuova crepa rischia di aprirsi nel centrodestra e nonostante il clima da luna di miele visto nel rush finale della campagna elettorale nel Lazio e in Lombardia. Berlusconi va oltre nel suo j'accuse anti Kiev e si spinge a dare consigli alla Casa Bianca: 'Per arrivare alla pace, il signor presidente americano dovrebbe prendersi Zelensky e dirgli: 'È a tua disposizione dopo la fine della guerra un piano Marshall per ricostruire l'Ucraina''.
Il Cav immagina un piano aiuti da 6-7-8-9 mila miliardi di dollari ma imponendo la condizione della resa: 'Che tu domani ordini il cessate il fuoco - continua l'ex premier nel suo sfogo post elettorale - anche perché noi da domani non vi daremo più dollari e non ti daremo più armi'. A Zelesnsky riserva l'appellativo di 'signore' e ribadisce che 'solo questo potrebbe convincerlo ad arrivare a un cessate il fuoco'.



