Lo ha detto il consigliere regionale della Lega, Michele Facci, che ha discusso oggi nell’aula del Consiglio regionale, una interrogazione che ha preso le mosse dalla dichiarazione resa del pm di Reggio Emilia, Valentina Salvi, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta istituita sul caso Bibbiano e l’affidamento dei minori contro la volontà dei genitori per fantomatiche violenze o inadeguatezza genitoriali. “La pm della procura di Reggio Emilia Valentina Salvi- ha spiegato Facci- in relazione ai fatti di Bibbiano, ha dichiarato che alcune famiglie della Val d’Enza si rivolsero anche alla Garante che però ‘in buona fede’ si limitò ‘a chiedere ulteriori notizie ai Servizi sociali. Ma essendo un sistema chiuso non si arrivò a nulla’. Con tutta evidenza, pertanto, la Garante Garavini, pur messa a conoscenza delle problematiche nel territorio di Bibbiano, non fu in grado di capire la gravità della situazione e, soprattutto, la fondatezza delle ragioni rappresentate dai familiari, tanto da rivolgersi direttamente agli stessi Servizi ai quali erano stati mossi gli addebiti”.
A Facci ha risposto per la Giunta Bonaccini, la vicepresidente Elly Schlein che ha sottolineato l’autonomia del Garante per l’infanzia e la correttezza della legge regionale 9 del 2005 che si incardina nella legislazione nazionale in termini di difesa dell’infanzia. “Se le cose stanno così e se, quindi, la legge prevede le opportune azioni in difesa dell’infanzia e non ha bisogno di essere corretta - ha detto Facci – vuol dire che per cinque anni abbiamo avuto un Garante per l’infanzia non adeguato a svolgere la funzione a cui era stato chiamato, cioè non ha difeso l’infanzia. Ciò che è molto grave e imbarazzante, così come non è ammissibile che la sua relazione annuale sia stata solo presentata in commissione consiliare e non discussa da tutti in questa aula”.



