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'Blocco Euro 5, allora perchè non estendere le restrizioni anche alle autostrade?'

'Blocco Euro 5, allora perchè non estendere le restrizioni anche alle autostrade?'

Mastacchi provoca: 'Il PRIT 2025 non prevede specifiche limitazioni ambientali per il traffico autostradale, si compromettere l’efficacia delle misure'


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Intervenendo nel corso dell’ultima seduta dell'assemblea legislativa regionale sulla proroga del blocco dei veicoli diesel Euro 5, per la quale ha presentato e discusso un’interpellanza, il consigliere di Rete Civica Marco Mastacchi ha anticipato la presentazione di un ulteriore atto, con intenti dichiaratamente provocatori sulla estensione delle restrizioni anche alle autostrade che attraversano i territori del bacino padano, oggetto del blocco, e che, con il traffico che convogliano, impattano non poco sull’ambiente e la qualità dell’aria.
Con un’interrogazione alla Giunta, Mastacchi solleva dubbi sulla efficacia delle politiche ambientali regionali in Emilia-Romagna, in particolare per quanto concerne le emissioni del traffico veicolare e la coerenza tra le limitazioni urbane e quelle autostradali.
'Il Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT 2025) miri a ridurre le emissioni, ma non include restrizioni specifiche per le autostrade, nonostante il loro significativo contributo all'inquinamento. Occorre valutare l'impatto ambientale del traffico autostradale, in particolare sull'A1, e l'introduzione di misure analoghe o compensative per garantire coerenza ed efficacia delle politiche ambientali regionali - afferma Mastacchi -. Chiediamo inoltre di considerare studi sull'impatto autostradale e il confronto con i gestori per misure di mitigazione.
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Il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, prorogato al 1° ottobre 2026 per le Regioni del bacino padano, inclusa l'Emilia-Romagna, è applicabile solo nei Comuni con oltre 100.000 abitanti, salvo misure alternative equivalenti. Ma il traffico autostradale, pur attraversando territori 'già fortemente penalizzati dal punto di vista ambientale', non è soggetto a 'analoghe limitazioni' e questo crea una disparità tra aree urbane e infrastrutture di transito'.
'Il Rapporto Ambientale del PRIT stesso (Piano Regionale Integrato dei Trasporti), riconosciuto come il principale strumento di pianificazione della mobilità regionale, evidenzia come il traffico veicolare, in particolare quello su gomma, sia una delle principali fonti di inquinamento atmosferico. L'autostrada A1 attraversa longitudinalmente l'intero bacino padano, inclusa l'Emilia-Romagna, ed è caratterizzata da un intenso traffico veicolare, anche di mezzi pesanti che rappresenta una quota rilevante delle emissioni inquinanti. Nonostante il suo significativo contributo all'inquinamento atmosferico, il PRIT 2025 non prevede specifiche limitazioni ambientali per il traffico autostradale, fatto che rischia di compromettere l’efficacia delle politiche ambientali urbane'. Il consigliere chiede se 'non sia opportuno valutare l’impatto del traffico autostradale e l’introduzione di misure analoghe a quelle per i centri urbani o compensative, al fine di garantire coerenza, equità e reale efficacia ambientale.
La richiesta di dati, studi e confronti con i gestori autostradali sottolinea la necessità di un approccio più olistico e integrato alla riduzione delle emissioni e al miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano.
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