Come commissario di governo, 'col supporto del sindaco di Ravenna Michele De Pascale e di tutte le parti sociali di questo territorio non rallenterò e non rallenteremo nemmeno di un instante il procedimento autorizzatorio, per corrispondere presto e bene a questo primario interesse nazionale'. All'uscita dal teatro, sollecitato dai cronisti, il presidente Bonaccini spiega di aver trovato l'adesione della città al progetto: 'Sono venuto a Ravenna pochi giorni fa - chiarisce - insieme al sindaco e all'amministrazione comunale abbiamo incontrato sindacati, le associazioni imprenditoriali, dai commercianti agli artigiani e confindustria, e tutti ci hanno detto 'fate il prima possibile''. In definitiva, 'E' il territorio, la città che capiscono l'importanza di avere un rigassificatore per il Paese che entrerà in funzione tra due anni e contribuirà ad essere meno dipendenti da altri e, soprattutto, rimettendo il gas a disposizione degli italiani permetterà di ridurre il costo, oggi drammatico'. Però 'non ci fermiamo lì - aggiunge - quello è l'emergenza, noi vogliamo guardare alla transizione ecologica. Abbiamo avuto già l'ok della Conferenza servizi e vogliamo procedere al più grande parco eolico e fotovoltaico in mare d'Italia, tra i principali in Europa. E' il nostro impegno e quello che faremo'.
La protesta
Intanto anche i Verdi in Emilia-Romagna (che in Regione sono dentro la maggioranza a sostegno del governatore Stefano Bonaccini) scendono in piazza contro il rigassificatore a fianco di Legambiente, Fridays for Future e del Coordinamento ravennate 'Oltre i fossili'.
A Ravenna, continuano i Verdi, il rigassificatore dovrebbe entrare in funzione nel 2024, 'per cui nella fase considerata più critica del biennio 2022 e 2023 trascorreremo due inverni senza poter fare affidamento su quel gas'. Tra l'altro, sottolineano Zamboni e Galletti, 'parliamo dello shale gas estratto negli Usa con il fracking, un processo devastante che devasta il sottosuolo e comporta un consumo d'acqua abnorme'. Anche il bilancio energetico dell'impianto per i Verdi 'solleva più di un dubbio. Il 30% dell'energia del gas se ne va nel processo di liquefazione e rigassificazione, a cui si aggiunge il gasolio per il trasporto' via mare. Inoltre, l'acqua di scarico dall'impianto 'sarà più fredda di sette gradi rispetto a quella prelevata'. Per Europa Verde, dunque, '25 anni di funzionamento dei rigassificatori sono inaccettabili' e per questo sabato sarà in piazza a Ravenna, per chiedere non solo di dare priorità alle fonti di energia rinnovabili e all'efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, ma anche una 'drastica riduzione della durata di funzionamento' dei rigassificatori, ormai già acquistati. 'E l'Emilia-Romagna deve diventare una Regione modello della transizione energetica del Paese a favore dell'impiego di fonti di energia rinnovabili- esortano Zamboni e Galletti- bene dunque l'impianto eolico-solare galleggiante Agnes al largo di Ravenna. E avanti con la proposta di Europa Verde di una Riviera Adriatica eolico-solare, a partire dall'impianto eolico offshore di Rimini'.




