'Chiedo loro una mano - spiega lo stesso Bonaccini - a costruire non solo un progetto, ma anche la campagna elettorale. So quanto la Regione possa apparire un ente lontano, con il loro aiuto sarà più semplice fare capire quale sia la posta in gioco'. Non cioè un voto nazionale o 'di pancia' ma basato sulle cose viste negli ultimi cinque anni nell'amministrazione locale. Su questo fronte Bonaccini confida di vedere marcate le differenze con la Lega di Lucia Borgonzoni.
L'endorsement di Bonaccini
'Noi abbiamo un progetto per l'Emilia-Romagna, loro devono mandare a casa Conte - sintetizza Bonaccini- Io se anche non sarò eletto rimarro' qui, non so se la mia avversaria può prendersi questo impegno. Sicuramente non Salvini. Stiamo giocando due partite diverse, per gli altri l'Emilia-Romagna e' solo aggiungere una bandierina'.
Bonaccini sottolinea anche la scelta della location, appunto l'ex aula di Aemilia, il processo alla 'ndrangheta in Emilia-Romagna, 'perche' i problemi non si affrontano nè occultandoli nè declamandoli'. Il tenore della mattinata, a cui fa lo sfondo una grande mappa della regione, è chiaro fin dall'intervento di Alice Parma, giovane sindaco di Sant'Arcangelo di Romagna scelta come speaker: 'Le regionali non possono essere un referendum sul Governo nazionale'. Parla anche il sindaco di Parma, l'ex M5s Federico Pizzarotti e leader di Italia in Comune. 'Sono qui a livello personale per Stefano Bonaccini - precisa - una persona che c'è sempre stata, senza filtri e senza segreterie, anche prima di diventare presidente. Anche se il Pd a Parma è all'opposizione'.



