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Bonifica Burana, un modello nazionale: investimenti per 230 milioni e oltre il 90% di cantieri PNRR realizzati

Bonifica Burana, un modello nazionale: investimenti per 230 milioni e oltre il 90% di cantieri PNRR realizzati

Bilancio sull'utilizzo dei fondi pubblici, con 170 milioni PNRR, del presidente Vincenzi e del Direttore Bertozzi. L'impianto sul PO di Cavaliera opera strategica per garantire acqua e prevenire alluvioni per i prossimi decenni


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Un volume di investimenti senza precedenti, ovvero 230 milioni di euro dal 2022, di cui 170 milioni provenienti dal PNRR, rappresentano un primato riconosciuto anche dal Ministero nei giorni scorsi: il Consorzio della Bonifica Burana è oggi uno degli enti italiani che, grazie ai progetti realizzati e tenuti aggiornati negli anni e pronti ad essere finanziati, ha ottenuto i maggiori finanziamenti e, soprattutto, ha dimostrato la più alta capacità realizzativa, con opere già completate per oltre il 90%. Anche nel caso di quelle più complesse non solo per dimensioni e livello ingegneristico, ma anche per condizioni e tempi di lavoro. Elementi collegati se si considera che i tempi stretti del PNRR (con opere da concludere entro il 2026) hanno costretto a lavorare anche in stagioni di piena, o comunque di maltempo. Che per opere idrauliche significa condizioni difficili con aree di cantiere costantemente invase da acqua e fango. 'Abbiamo lavorato con piene del Po che raggiungevano i 16 metri sul livello del mare, mentre l’area di cantiere è a 6-7 metri.
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Nonostante questo, siamo riusciti a recuperare i ritardi e a rispettare i tempi stabiliti dall’UE».
Per gli altri interventi, ha aggiunto, 'siamo riusciti a non interrompere mai la campagna irrigua, pur con lavori imponenti, e stiamo gettando le basi per l’introduzione di tecnologie che permetteranno un notevole risparmio idrico in futuro'.È il quadro emerso nella conferenza stampa tenuta dal presidente del Consorzio – e presidente nazionale ANBI – Francesco Vincenzi, insieme al direttore generale Cinalberto Bertozzi, che hanno illustrato lo stato di avanzamento degli otto grandi progetti finanziati.
Al centro della programmazione c’è il territorio della pianura compresa tra Po, Secchia, Panaro e Samoggia, cuore dell’agroalimentare italiano, dove l’irrigazione è vitale e il rischio idraulico rappresenta una minaccia crescente. A ciò si aggiunge il compito di difendere la fascia collinare e montana dagli effetti del dissesto idrogeologico.

Il maxi-intervento: il nuovo impianto Cavaliera

Il progetto simbolo del piano è il nuovo impianto Cavaliera, un’opera da 80 milioni (68,1 milioni la quota PNRR) destinata a rivoluzionare il sistema di scolo del Bacino Burana–Po di Volano.
L’impianto, atteso da oltre 27 anni e ora in avanzata fase di realizzazione grazie principalmente a fondi PNRR , servirà 324.000 ettari, 335.000 abitanti e quasi 113.000 imprese distribuite tra Modena, Ferrara e Mantova.
Con una capacità di sollevamento fino a 60 m³/s, risponderà alle mutate esigenze di un territorio fortemente urbanizzato e sempre più esposto a fenomeni meteo estremi.
Il termine lavori è fissato al 30 marzo 2026.

Tre grandi progetti per la capacità irrigua

Accanto al Cavaliera si sviluppano altri tre interventi strategici, per un valore complessivo di 96 milioni, finanziati dal Ministero per le Politiche Agricole con scadenza al 28 febbraio 2026.
Obiettivo, aumentare la resilienza dell’intero sistema irriguo, ridurre le perdite di acqua, diminuire i consumi energetici e rafforzare la sicurezza idraulica.
Gli interventi riguardano: l’ammodernamento delle canalette nel distretto Nonantola–Ravarino (30,3 milioni); la riqualificazione del sistema irriguo nei distretti Fossalta, Sermide e Felonica, Bondeno (38,3 milioni); la riqualificazione del distretto Sabbioncello–Diversivo Burana–Cavezzo–Mirandola–Finale Emilia–San Felice–Medolla–Bomporto–Camposanto (26,9 milioni).“Il Consorzio Burana è stato sottoposto ad uno sforzo straordinario per l’attuazione di un piano di opere di tale portata secondo un cronoprogramma stringente di cui beneficerà il territorio sia in termini di difesa dal rischio idraulico che di capacità irrigua” dichiara il Presidente dell’Ente Francesco Vincenzi. “La visione delineata in fase progettuale ha trovato concretezza nella fase realizzativa durante la quale l’Ente ha dato prova di grande capacità interdisciplinare garantendo una risposta concreta e lungimirante fondamento della vivibilità e della valorizzazione economica del territorio”.Nella foto, sopra, Francesco Vincenzi, presidente Consorzio Bonifica Burana, insieme al Direttore Cinalberto Bertozzi.
Nel testo l'immagine del grande cantiere in corso di completamento del nuovo impianto Cavaliera, sul fiume Po, i cui effetti saranno diretti anche sul territorio della provincia di Modena.

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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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