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Caffè concerto, in Consiglio i debiti saldati col 'baratto'

Caffè concerto, in Consiglio i debiti saldati col 'baratto'

Sarà discussa giovedì pomeriggio Comune autorizza all'estinzione del debito da 275 mila euro dei gestori precedenti con il diritto sugli arredi


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'Un accordo di natura transattiva tra il Comune e la società Modena Food s.r.l. al fine di garantire continuità all'attività di somministrazione di alimenti e bevande al Caffè Concerto di Piazza Grande'. 
E' questo quanto previsto da una delibera di giunta del Comune di fine dicembre e che finirà sui banchi del Consiglio comunale nella seduta di domani pomeriggio, giovedì 25 gennaio.

Fin qui sembrerebbe nulla di strano se non che questo 'accordo di natura transattiva' prevede una sorta di baratto medioevale: l'amministrazione rinuncia al credito di 275mila euro con la società di gestione per le spese di utenze degli ultimi 4 anni, in cambio del diritto di proprietà di tutti gli arredi e attrezzature, sia interni al Caffè Concerto sia esterni, valutati 327mila euro Iva esclusa. Gli stessi arredi che (aspetto quantomeno curioso), il Comune, in sede di variazione di bilancio, aveva dichiarato di volere acquistare direttamente, stanziado, sul 2018, la somma di 400.000 euro. Che vincolarebbe di fatto i nuovi gestori che subentreranno al termine del nuovo bando per la gestione tutt'ora aperto (con scadenza 6 marzo) ad essere obbligati ad utilizzare gli stessi arredi, azzerandone la libertà di scelta  di poterli o volere cambiare.

Una delibera che di fatto crea un precedente sul quale qualche chiarezza in più sarebbe opportuna.

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Perché la logica che esce da questa vicenda sembrerebbe alquanto anomale, soprattutto per un amministrazione pubblica. Una logica che dice che un privato che matura un debito con la pubblica amministrazione può saldarlo 'in natura' come si legge testualmente nell'allegato alla delibera del Caffè Concerto. Estremizzando sarebbe come dire saldare le bollette non pagate al Comune con un pacco di lampadine. In questo caso con il diritto di proprietà su mobili, anziché saldando semplicemente i proprio debiti, in soldi. Soldi pubblici, per 400 mila euro, che il Comune ha invece stanziato per l'acquisto di arredi comunque usati, ma di pregio, al punto da essere vincolati, per quell'utilizzo, dalla Soprintendenza. In una vicenda dai contorni e dai risvolti decisamente tutti da chiarire. Domani, in consiglio comunale.

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