Secondo la Procura, però, queste accuse non erano suffragate da prove che potessero renderle sostenibili in giudizio, e per questo era stata richiesta l'archiviazione, disposta oggi dal gip a tre mesi di distanza dall'udienza. Tuttavia, pur riconoscendo che i comportamenti di Bonaccini non configurano reati, nella sua ordinanza il gip scrive che le parole rivolte dal presidente della Regione a Trombin ('se vinco io tu e il tuo Comune siete finiti'), si possono considerare 'una scomposta reazione (sicuramente evitabile, da parte di chi ricopre determinate cariche pubbliche, per quanto umana, a fronte di quello che è stato ritenuto un vero e proprio voltafaccia) ad una notizia assai sgradita'. Reazione che però, chiosa il giudice, 'non lascia trasparire, nemmeno in controluce, la presenza di pressioni volte ad indurre Trombin, anche per mezzo di Pezzolato, a 'rivedere' la decisione di candidarsi con lo schieramento politico avversario'.
Contemporaneamente, il gip ha archiviato la querela per diffamazione presentata contro Pezzolato da Andrea Zamboni, sindaco di Riva del Po e presidente dell'Unione Terre e Fiumi. In sintesi, Zamboni contestava 'il contenuto di alcune dichiarazioni rilasciate da Pezzolato e riportate da organi della stampa locale' circa 'il contenuto delle conversazioni telefoniche intrattenute sia con il presidente della Regione, sia con Zamboni, prima e dopo l'emissione dei provvedimenti amministrativi relativi ai dipendenti comunali'. Il sindaco di Jolanda aveva registrato quelle conversazioni, e per il gip 'l'addebito formulato a carico di Pezzolato si risolve nell'aver riportato ai media le parole di Zamboni in maniera distorta, cercando di fatto di avallare la propria tesi complottista'. Per il giudice, comunque, la notizia di reato è infondata, e da qui la decisione di archiviare.



