La richiesta è stata inoltrata in base all'articolo 43, comma 2 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (T.U.E.L.), che garantisce ai consiglieri comunali l'accesso tempestivo alle informazioni necessarie per l'espletamento del loro mandato.
Nel maggio 2021, è stata completata la prima fase della procedura di collaudo della cassa di espansione, ai sensi dell'articolo 14 del D.P.R. 1363/1959. La prova di invaso, tuttavia, ha evidenziato la necessità di importanti interventi di adeguamento, il che ha sollevato una serie di domande da parte dei consiglieri locali. In particolare, sono stati richiesti chiarimenti riguardo alle opere di adeguamento necessarie, lo stato dell'iter di realizzazione di questi interventi, la durata dei lavori, i finanziamenti previsti, e le tempistiche relative alle future fasi del collaudo. Ulteriormente, i consiglieri hanno chiesto se il sistema di sbarramento fosse in grado di garantire la sicurezza in caso di piena, anche in assenza del completamento della procedura di collaudo.
Nonostante la rilevanza delle questioni sollevate, le risposte a queste domande non sarebbero arrivate nei tempi stabiliti dalla legge. La mancata risposta entro i termini previsti ha spinto Piccinini e Zanoli a inviare una seconda lettera, sollecitando un riscontro alle richieste fatte il 30 settembre. Nella nuova comunicazione, i capigruppo sottolineano come il ritardo nella risposta non solo superi i limiti imposti ai cittadini, ma impedisca anche l'esercizio della loro funzione politica di controllo sugli atti pubblici. 'La giurisprudenza, infatti - sottolineano i Consiglieri - riconosce una differenza fondamentale tra il diritto di accesso dei cittadini e quello dei consiglieri comunali, i quali hanno il diritto di ricevere informazioni in tempi rapidi per poter svolgere correttamente il loro mandato. Il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 4855 del 21 agosto 2006, ha ribadito che il ritardo nel fornire informazioni a un consigliere comunale rappresenta un impedimento all'esercizio del suo ruolo istituzionale.
Il Comune di San Cesario sul Panaro, in virtù del suo impegno e spirito di collaborazione, ha dichiarato di aspettarsi una risposta celere e completa, affinché la trasparenza
I consiglieri Piccinini e Zanoli, pur esprimendo 'pazienza e fiducia', hanno fatto sapere che, qualora la situazione non venga risolta, si riservano di segnalare il ritardo nelle sedi opportune.
'La vicenda del collaudo della cassa di espansione del fiume Panaro solleva importanti interrogativi sulla gestione dei tempi e delle risorse pubbliche, sulla sicurezza del territorio e, soprattutto, sull'efficacia della comunicazione tra le istituzioni e i rappresentanti locali' - concludono i consiglieri Piccinini e Zanoli che sottolineano: 'Non è solo un diritto, ma un dovere per garantire il corretto svolgimento del mandato e la tutela della comunità locale'



