Vigilare affinche' 'l'organizzazione del sistema nella Castelfrigo non assuma i tratti di discriminazione razziale, visto che il sindacato denuncia che gli impiegati e i dirigenti sono tutti italiani mentre i lavoratori in appalto, addetti alle lavorazioni piu' pesanti e usuranti, sono stranieri: ghanesi, albanesi e cinesi'. Lo chiede al ministro del Lavoro Giuliano Poletti un'interrogazione illustrata ieri in Senato, targata Liberi e uguali e firmata per Mdp anche dalla parlamentare modenese Maria Cecilia Guerra.
Ripercorrendo tutto il caotico quadro degli appalti alle coop spurie nel distretto modenese della lavorazione della carne, Mdp domanda in particolare a Poletti 'quali ipotesi intenda perseguire per attivare controlli' in modo che 'soggetti che abbiano una storia come quella del signor Melone, gia' coinvolti in ruoli apicali in aperture di cooperative e societa' a responsabilita' limitata che hanno chiuso dopo pochissimo tempo, possano continuare a fare da prestanome'. Al ministro si chiede anche se non si intenda 'ripristinare il reato di somministrazione fraudolenta di lavoro', magari 'per fasce' e non per 'lavoratori e giornate', visto che quest'ultimo meccanismo 'rende particolarmente difficoltosa l'attivita' accertativa, lasciando ampi margini di elusivita' delle norme'.


