Su scala provinciale, i “no” al quesito sulla cittadinanza hanno raggiunto il 38,7%, un dato decisamente più elevato rispetto a quelli registrati sugli altri quesiti. Ma il fenomeno diventa ancora più evidente se si guarda ai singoli comuni: in 30 comuni su 37 i 'no' hanno superato il 40%, con punte fino al 49,4% a Prignano sulla Secchia. Ad abbassare la media sotto il 40% sono il capoluogo, Modena, ed altri centri tra cui Carpi. Si farebbe prima ad elencare i comuni dove il no alla proposta di dimezzare i tempi della cittadinanza ha raggiunto percentuali al di sotto del quaranta ma riportiamo di seguito l'elenco dei comuni dove il no è andato oltre il 40% dei votanti:
Zocca, Spilamberto, Sestola, Serramazzoni, Savignano sul Panaro, Sassuolo, San Prospero, San Possidonio, San Felice sul Panaro (in quest'ultimo no sono stati il 47%, poi San Cesario sul Panaro, Riolunato, Pavullo nel Frignano, Polinago, Novi di Modena, Montese, Marano sul Panaro.
No oltre il 40% anche a Maranello Lama Mocogno, Guiglia, Frassinoro, Fiorano, Finale Emilia. In quest'ultimo comune il 48%. Poi Fanano, Concordia sulla Secchia, Cavezzo, Castelvetro, Castelfranco Emilia, Camposanto, Bomporto, Bastiglia.
Ad abbassare la media sicuramente Modena, dove la percentuale dei NO si è fermata al 30,9%.
La rilevanza di questo risultato non sta solo nei numeri assoluti, ma anche nel contesto politico del referendum stesso. I quesiti erano promossi da forze politiche e sindacali apertamente favorevoli a cinque “Sì”, e l’elettorato coinvolto era in gran parte orientato in quella direzione. Proprio per questo, il dato sul quesito cittadinanza acquista un valore ancora più significativo: dove ci si attendeva un plebiscito a favore della riforma, si è invece registrata una netta divisione, con un’ampia fetta di votanti che ha espresso una posizione critica. Un segnale chiaro anche da parte degli elettori del PD chiamati a votare e a votare Sì.
Il tema della cittadinanza si è dunque rivelato il più divisivo, anche in un
Un voto che, proprio su un tema come quello apparentemente condiviso, rompe la coesione apparente dell’elettorato del fronte progressista aprendo una frattura e una riflessione profonda a livelli politico.
Gi.Ga.



