Ad agosto 2018 il ministero dello Sviluppo economico aveva nominato un commissario per gestire la situazione e a gennaio 2019 il Consiglio comunale aveva dato il via libera all’unanimità alla modifica della convenzione per il progetto di cohousing di via Divisione Acqui, in modo da consentire l’avvio del percorso per arrivare alla conclusione della vicenda.
Un percorso sfociato ieri nei rogiti per tutti gli appartamenti al grezzo. Gli alloggi della palazzina del cohousing di via Divisione Acqui a Modena sono ora di proprietà delle famiglie che, con il blocco del cantiere, avevano rischiato di rimanere senza appartamento e di perdere le somme di denaro anticipate per l’acquisto.
“Ciò è stato possibile in seguito a un ulteriore sforzo economico da parte delle famiglie, al lavoro dei
loro avvocati instancabili e grazie all’impegno di Banca Etica, finanziatrice dell’intervento, che ha rinunciato a somme significative per consentire il superamento della situazione di stallo' - ha sottolineato l'Assessore comunale all'urbanistica Anna Maria Vandelli.Per chiudere la vicenda, le famiglie hanno versato una somma forfetaria di 150 mila euro al consorzio edile Rmt, che stava effettuando i lavori di realizzazione della palazzina e che aveva aperto una causa, ora ritirata, per presunti mancati pagamenti. Questa transazione ha permesso di superare il vincolo imposto dal ministero dell’Economia e delle Finanze di non poter rogitare in caso di causa pendente e ha consentito alle famiglie di divenire proprietarie degli appartamenti al grezzo'



